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In Sala San Giovanni a Cuneo un concerto da camera sul tema della violenza contro le donne

Il trio flauto-violoncello-pianoforte eseguirà composto da Barbara Martinetto, Milena Punzi Anfossi e Clara Dutto eseguirà alcune famose composizioni cameristiche alternate a letture sul tema della violenza contro le donne.

Sarà un pomeriggio speciale quello in programma oggi a partire dalle 16 in Sala San Giovanni a Cuneo. Suonerà infatti il “Trio Louise” composto da Barbara Martinetto (flauto), Milena Punzi Anfossi (violoncello) e Clara Dutto (pianoforte). Il concerto farà ascoltare al pubblico cuneese alcune suggestive composizioni da camera, alternandole con alcune letture dedicate al tema della violenza sulle donne a cura di Adele Tetamo e Alessia Dovero.

Il programma di questo concerto vuole mettere in risalto le qualità di una formazione cameristica timbricamente molto interessante quale è il trio flauto-violoncello-pianoforte presentando tre composizioni, originali per questo organico, che vanno dal primo Romanticismo all’Impressionismo.

Il Trio op.63 di Weber fu compiuto nell’estate del 1819, durante una vacanza nella campagna di Pillnitz: l’opera riflette tale felice momento di agreste serenità nell’ispirazione pastorale che in vari modi ne pervade i quattro tempi, nell’ariosità della scrittura strumentale e nella luminosa trasparenza del suo colore timbrico. Per tali avvincenti caratteristiche, il lavoro è considerato il migliore dei pochissimi lasciatici nel genere cameristico dall’Autore del “Freischütz”, Opera composta tra l’altro nello stesso anno (motivo delle numerose analogie musicali presenti nell’ultimo movimento del trio). Ad una scrittura talvolta lineare e sobria, quasi classica, del primo movimento, si affiancano momenti di festosità campagnola nel secondo e di malinconia bucolica nel terzo, sottotitolato infatti “Il lamento del pastore”.

La “Pièce Romantique” di Gaubert si inserisce delicatamente in questa dimensione descrittiva, creando tre deliziosi quadri dai colori tenui ma dal sapore esotico. “Par un clair matin” è solare ed energetico; “Soir d’Automne” è elegiaco e malinconico, e “Sérénade” è brioso nel suo carattere di danza ispanica, ma sempre evocativo, sospeso tra i colori di una dimensione modale.

L’opera n.45 di Louise Farrenc è la perfetta conclusione di un programma iniziato col gusto puro e quasi ancora classico di Weber, poiché su una struttura di impronta ancora beethoveniana si sviluppano temi dal carattere travolgente e drammatico, perfettamente bilanciati fra i tre strumenti, come per consacrare questa formazione quale una delle più espressive e convincenti del Romanticismo.Il brano protagonista della seconda parte del concerto è sicuramente il più significativo per il Trio Louise, che prende il nome dalla compositrice e si ispira all’intraprendenza di Marie-Louise Duchessa di Parma, che non solo dedicò un particolare interesse alla condizione femminile, ma essendo amante della musica nel 1821 fece costruire il Teatro Regio nonché il Conservatorio di Parma.

Il Trio Louise, infatti, intende valorizzare attraverso la musica le compositrici e le donne che hanno impreziosito il mondo con le loro opere, senza aver avuto un degno riconoscimento nella storia.