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A Barolo la convention annuale dei sindaci delle “Città del Vino”

Oltre cento primi cittadini da tutta Italia si confronteranno nell'incontro annuale per mettere in atto le migliori strategie di promozione e valorizzazione delle eccellenze enologiche, in una tre giorni di incontri.

Dal 19 al 21 novembre si riuniscono a Barolo Città Italiana del Vino 2021 decine di sindaci provenienti da tutta Italia, chiamati a congresso per il rinnovo delle cariche e la definizione dei nuovi progetti dell’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui Barolo è socio fondatore. Un’occasione per mettere in mostra le bellezze e le specialità, materiali e immateriali, del territorio patrimonio mondiale dell’umanità.

I primi cittadini e le loro delegazioni (quasi 200 persone complessivamente) arriveranno nelle Langhe venerdì per trattenersi fino a domenica, giorno dell’assemblea plenaria annuale. Tra una seduta e l’altra dei lavori ufficiali, il WiMu e la Barolo&Castles Foundation (cui è demandata l’organizzazione anche di questo appuntamento) hanno predisposto un fitto calendario di attività collaterali, per permettere agli ospiti di esplorare non solo il Comune di Barolo, con i suoi musei e le sue cantine, ma l’intero territorio di Langhe e Roero. Non mancheranno, poi, appuntamenti culturali e legati alla storia e alle tradizioni, così come momenti istituzionali e celebrativi. Tra l’altro, sarà questo il momento del passaggio formale di consegne da Barolo a Duino Aurisina, Città Italiana del Vino 2022.

Tra gli appuntamenti da segnalare, l’intitolazione, sabato 20 novembre alle 9.45, di una piazza di Barolo a Walter Mazzocchi, già sindaco di Barolo e socio fondatore dell’Associazione Nazionale Città del Vino. A seguire, l’incontro che sancirà la nascita degli “ambasciatori delle città del vino”. Nel pomeriggio dello stesso giorno, presso il castello di Barolo (Tempio dell’Enoturista) si terrà un convegno nazionale dedicato al tema della tutela della qualità vitivinicola. Partendo dal ricordo della figura del sen. Paolo Desana, il “padre” delle Doc italiane, si analizzerà il percorso svolto dal vino Barolo nel corso dei decenni, grazie all’intervento di tutti gli ex presidenti del Consorzio di Tutela Barolo, per la prima volta in assoluto riuniti a dibattere delle problematiche affrontate durante le rispettive presidenze. Il sabato sera, per tutti i delegati e gli ospiti istituzionali, si svolgerà la cena di gala ufficiale della convention annuale delle Città del Vino. E ancora, visite guidate ai castelli della Barolo&Castles Foundation e tour speciali nelle cantine di Barolo.

«L’esperienza di Barolo Città Italiana del Vino è partita in primavera, in un momento ancora complicato a causa della pandemia – dice il sindaco Renata Bianco -. In questi mesi abbiamo vissuto una ripartenza delle attività continuamente in crescita, dall’estate fino all’autunno che ha registrato numeri da record per Barolo e il nostro WiMu anche grazie alla comunicazione legata al riconoscimento di Città del Vino 2021. Siamo felici di accogliere nel nostro castello la Convention annuale, che si annuncia particolarmente partecipata. Un momento di condivisione in cui avverrà il passaggio di testimone con Duino Aurisina a cui auguriamo di vivere una altrettanto entusiasmante avventura».

 «Siamo in chiusura di una stagione turistica sorprendente – aggiunge il presidente della Barolo&Castles Foundation, Claudio Bogetti –. Come Fondazione, siamo felici di aver dato il nostro contributo alla ripartenza dell’economia turistica del territorio con la gestione degli eventi di Barolo Città Italiana del Vino 2021. Nel rispetto delle limitazioni e delle normative sulla sicurezza, abbiamo cercato di essere all’altezza delle aspettative e leggiamo i risultati dei nostri castelli, il WiMu naturalmente, ma anche gli altri guidati dalla Barolo&Castles Foundation, come una conferma di un sistema turistico integrato, capace di posizionarsi ai primi posti sul mercato nazionale e internazionale anche in questo difficile contesto di pandemia».

 «L’adesione alla convention annuale è quest’anno da record – anticipa il presidente nazionale dell’Associazione Città del Vino,  Floriano Zambon –. Un  po’ perché è proprio Barolo a ospitarla, un po’ perché i temi sul tavolo sono molto interessanti. Sarà sicuramente una bella occasione di confronto, approfondimento e riflessione in un contesto che abbiamo riconosciuto come prima Città Italiana del Vino. Siamo contenti anche del riscontro avuto dall’amministrazione comunale rispetto a questa prima esperienza, che ha portato risultati importanti e anche in parte inaspettati viste le sfide e i vincoli che questo periodo ha imposto e continua a imporre».