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Tema latte, Coldiretti Cuneo: “Bene il confronto con Regione, ora si passi ai fatti”

Sono state presentate al tavolo regionale le priorità per dare ossigeno al comparto: prezzo indicizzato, singergie con l’indotto e risorse del PSR solo a chi valorizza davvero il latte Made in Granda.

A seguito del tavolo di confronto che si è svolto nei giorni scorsi in Regione riguardo ai regolamenti del settore lattiero-caseario piemontese e cuneese, i vertici di Coldiretti hanno espresso pareri di grande soddisfazione per aver portato la discussione ad un livello istituzionale elevato, ma ora invocano i fatti.

Sicuramente positivo un tavolo di confronto sul comparto latte su cui gravano forti speculazioni di alcuni caseifici che abbassano il prezzo pagato agli allevatori che devono già far fronte agli aumenti delle materie prime schizzate alle stelle con il mais che registra +50% la soia +80% e le farine di soia +35% rispetto allo scorso anno”. È quanto commenta Roberto Moncalvo Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo rispetto riunione della filiera latte piemontese convocata dalla Regione alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa.

“Serve, però, concretezza per cui abbiamo chiesto sostanzialmente 3 punti prioritari – spiega Moncalvo – che possano portare una crescita economica alle imprese ed al territorio. È necessario tornare a parlare di prezzo indicizzato, concertato in Regione con anche la parte industriale, che tenga anche conto della destinazione d’uso del prodotto finale e del mercato sul quale è collocato. Creare sinergie che generino economia anche all’indotto del lattiero-caseario cuneese è un altro obiettivo fondamentale, insieme all’attenzione che abbiamo chiesto all’assessore Protopapa affinché vengano date le risorse, della misura 4.2 relativa all’agroindustria, del prossimo PSR solo a quei caseifici che si impegnano veramente a valorizzare il latte Made in Granda, visti già i 13 milioni di euro che col PSR 2014-2020 ha ricevuto l’intero comparto, non sempre mettendo al centro le produzioni locali”.

“Infine – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – chiediamo per l’ennesima volta i dati, relativi alle singole industrie e non solo in forma aggregata, delle importazioni di latte dall’estero che, oltre ad essere di dubbia qualità, aumenta il fenomeno speculativo. Bisogna passare dalle parole ai fatti per poter dare ulteriore economia e futuro a tutte le imprese zootecniche da latte del cuneese”.