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Robilante, addio a Giancarlo Risso, scultore della memoria occitana

Molto conosciuto negli ambienti artistici del Piemonte, numerose le esposizioni personali in Italia ma anche all'estero in particolar modo in Francia e Germania

Robilante. Giancarlo Risso, 68 anni, noto scultore di Robilante, è mancato ieri, domenica 17 ottobre, all’ospedale Santa Croce di Cuneo, dov’era ricoverato da un paio di settimane dopo esser stato colpito da un ictus.

Risso originario di Cuneo si era poi trasferito a Robilante. Era uno scultore contemporaneo autodidatta. Molto conosciuto negli ambienti artistici del Piemonte, numerose le esposizioni personali in Italia ma anche all’estero in particolar modo in Francia e Germania.

Realizzava le sue opere in diversi materiali: legno, pietra e ferro rifacendosi alle tradizioni mitologiche elleniche e celtiche. Il massimo genio artistico dello sculture è venuto fuori traendo ispirazioni dalle sue terre occitane. Grazie a queste ha raggiunto importanti risultati. “Giancarlo scolpisce la sua anima” aveva scritto di lui così il famoso critico Vittorio Sgarbi.

A ricordare lo scultore anche Ivo Vigna amico e a sua volta artista: “Voglio ricordare l’uomo, l’amico e l’artista con una citazione che ho letto a chiusura del catalogo “Racconti di Pietra” edito dall’Ente Provincia in occasione di una sua mostra: ciao Giancarlo è stato proprio così “Con martel e scoupel da en principi a la fin..”

Risso lascia la moglie Caterina e la mamma Giovanna.

Questa sera, alle ore 19, nella parrocchiale di San Donato a Robilante sarà recitato il rosario, sempre qui domani, martedì 19 ottobre, alle ore 15, saranno celebrati i funerali.