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I Radicali cuneesi dopo i due indagati per spaccio: “Legalizzazione unica soluzione”

A seguito dei controlli della Polizia dello scorso weekend, nei quali sono stati fermati due spacciatori in centro a Cuneo, il Segretario Blengino e l'Associazione Gianfranco Donadei si esprime senza mezzi termini.

Oltre 556 persone controllate e due indagati per spaccio di cannabis. Questo il risultato di una massiccia operazione della Polizia di Stato a Cuneo e Alba. Riteniamo convintamente che la chiave per risolvere i problemi legati alle droghe leggere non sia la galera, ma la legalizzazione”. Inizia così una nota stampa divulgata dall’Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei in merito alla notizia di un’operazione della Polizia a Cuneo e Bra, che ha portato alla denuncia di due cittadini per traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope.
“Dobbiamo togliere” – dichiara Filippo Blengino, esponente di Radicali italiani e dell’Associazione Coscioni – “il monopolio della vendita di cannabis alla criminalità organizzata e agli spacciatori. Esistono droghe legali più pesanti della cannabis, come ad esempio la nicotina e l’alcol, che nessuno giustamente si sognerebbe di vietare. Proibire non significa mai eliminare un fenomeno, ma renderlo più pericoloso e fuori controllo. Per questo” – continua Blengino – “come radicali riteniamo, da sempre, che la legalizzazione della cannabis sia il modo più intelligente di affrontare la questione. Con la legalizzazione Polizia e Magistratura avrebbero più risorse per contrastare il crimine vero, come quello che fa vittime. Abbiamo le carceri piene di persone condannate per reati legati alle droghe, il mercato della cannabis vale il 39% degli affari della criminalità organizzata, milioni di italiani consumano cannabis, eppure ci si ostina a mantenere in piedi un dannoso sistema proibizionista, in barba agli incoraggianti dati di Paesi dove la legalizzazione ha portato ad una riduzione dei consumi, come Canada e Stati Uniti. La guerra alle droghe è irrazionale”. “Mi stupisco” – conclude il radicale – “di come molti politicanti cuneesi non abbiano proferito parola sulla denuncia a due italiani per spaccio. Sarebbe stato così anche se fossero stati stranieri?”