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“Free vax” a Saluzzo. Beppe Lauria: “solo in Italia Green Pass obbligatorio per lavorare” foto

Circa duecento persone si sono radunate nella tappa saluzzese del ciclo di manifestazioni contro il certificato verde organizzate dal comitato provinciale Free Vax - No Green Pass.

Saluzzo. Si è tenuta ieri pomeriggio la manifestazione contro la Certificazione Verde organizzata dal comitato provinciale Free Vax – No Green Pass. L’evento è rientrato all’interno del ciclo di manifestazioni che sta avendo luogo da qualche tempo nei principali centri della Granda. Nella tappa saluzzese, secondo gli organizzatori, circa duecento persone si sono radunate in Piazza Camillo Benso Conte di Cavour “per esprimere tutto il proprio disappunto nei confronti del recente provvedimento che prevederà l’obbligatorietà per tutti i lavoratori pubblici e privati a partire dal prossimo 15 ottobre”.

Tra gli intervenuti anche Beppe Lauria che, facendo eco alle recenti affermazioni di Giorgia Meloni ha dichiarato: “Siamo l’unica Nazione al mondo in cui viene imposto il green pass per poter lavorare, è cosa di una gravità inaudita”.

“La piazza – si legge in una nota degli organizzatori – ha voluto esprimere tutta la sua solidarietà ai medici e personale sanitario che in questi giorni vengono sospesi, passati nel giro di poco tempo dal rango di eroi a quello di appestati. A tal proposito, Alessandro Balocco, ha voluto ricordare la vicenda del medico monregalese Sergio Brancatello perseguitato per la sola colpa di avere svolto il suo ruolo di medico fedele al giuramento prestato. Altri interventi si sono concentrati principalmente sul tema dell’imposizione ai lavoratori del Green Pass, con tutte le conseguenze che essa comporta”.

I prossimi appuntamenti del comitato provinciale No Green Pass saranno: lunedì 27 settembre a Cuneo in Via Mameli, dove si manifesterà solidarietà nei confronti del dottor Brancatello sotto la sede dell’Omceo e giovedì 30 settembre sempre a Cuneo ma in Piazza Virginio, con il convegno “Sapere è Potere” con gli autorevoli interventi dello scrittore Paolo Borgognone, dell’avvocato Maurizio Giordano, del dottor Antonio Scalabrino, Barbara Squillace e Serena Tagliaferri.