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La premiazione del concorso “Di Benedetto”. Il sindaco: “giorno importante per Chiusa Pesio” foto

Il chiusano Gianfranco Bertolotto vince nel «racconto o novella breve» con «L’ultima scalata». Un partecipante: «Venni la prima volta a questa premiazione a fine anni Ottanta, allora era dedicato a Cesare Pavese e Mario Gori. Un mio compagno di scuola aveva vinto un premio (lui scriveva meglio di me)... Arrivammo a Chiusa in motorino, non avevamo ancora la patente... Da allora cerco di non mancare: lo spirito dell’iniziativa resta lo stesso»

Chiusa di Pesio. Nella mattinata di domenica 12 settembre la Sala Incontri del Parco Marguareis ha ospitato la cerimonia di premiazione dell’edizione 2021 del Concorso letterario nazionale “Alfonso Di Benedetto”. Oltre ai tanti premiati e alla famiglia del poeta a cui il premio è dedicato, era presente anche l’amministrazione comunale chiusana nelle persone del sindaco Claudio Baudino e dell’assessora alla cultura Daniela Giordanengo. Tra la giuria Bruno Tassone (pubblicamente ringraziato per essere arrivato appositamente per la cerimonia da Crotone, in treno), Teresa Dutto e Luisa Taddei oltre, naturalmente, a Carlo Di Benedetto (figlio di Alfonso, poeta anch’egli e “Deus ex Machina” del concorso) che ha introdotto i lavori. Nell’occasione sono stati premiati anche i vincitori del 2020 presenti in sala.

concorso letterario di benedetto 2021 chiusa pesio

Il sindaco Baudino ha rimarcato come l’evento abbia rappresentato una sorta di “ritorno alla normalità e alle piccole conquiste” Il primo cittadino ha inoltre sottolineato come per Chiusa di Pesio si sia trattato di un giorno importante poichè ricco di contenuti dal punto di vista letterario, ma anche per le persone che vengono ricordate. Baudino ha ribadito la piena disponibilità dell’amministrazione comunale a collaborare con il concorso e con la rivista “Gli Artisti del Giorno” che ne è a capo poichè “spesso e volentieri collaborando si possono fare grandi cose”.

L’assessora Giordanengo ha ringraziato i presenti per l’affezione al Premio dimostrata negli anni e ribadito il piacere di un incontro in presenza teso alla condivisione del piacere reciproco per la lettura e la scrittura: “per questo ringrazio la famiglia Di Benedetto, e in particolar modo Carlo, che portano avanti questo Premio che fa onore a Chiusa di Pesio e al papà Alfonso“.

La cerimonia si è svolta con la lettura di tutte le opere premiate. La violoncellista Chiara Di Benedetto (figlia di Carlo), con Daniele Danzi al «vibrafono», ha offerto i delicati intermezzi musicali. È intervenuto Marcello Murtas, sardo residente a Torino, scrittore ed editore appassionato, a presentare le sue ultime due pubblicazioni: una storia della «filosofia» sintetizzata e semplificata, per tutti, e delle filastrocche da colorare. E’ stato ricordato il poeta cuneese, diventato anche giurato, Giuseppe Voarino («schietto, brillante, malinconico»), scomparso lo scorso 21 marzo.

Vincitrice assoluta Rita Muscardin di Savona. Ermano Raso di Caselle Torinese primo classificato nella poesia italiana, con «L’attimo sospeso» (bissando il successo nelle «silloge», con la raccolta «Oltre la notte»), Attilio Rossi di Carmagnola nella sezione dedicata a «tutte le lingue d’Italia» (lingue naturali e dialetti) con «Le pianà (Le impronte – orme)». Trionfo «di casa» nel «racconto o novella breve»: ha vinto il chiusano Gianfranco Bertolotto, con «L’ultima scalata».

Premio speciale «della Critica» a Giuseppe Aprile di Cuneo, con la lirica «Là dove il cielo tramonta sul mare». Da Attilio Rossi (in una manifestazione nella quale si sono visti alcuni dei migliori nomi degli scrittori in lingua regionale) un commosso e commovente ricordo di «grandi» del passato, scomparsi: da Camillo Brero, a Remo Bertodatti, allo stesso Di Benedetto, a Davide Damilano…

Un partecipante racconta: «Venni la prima volta a questa premiazione a fine anni Ottanta, allora era dedicato a Cesare Pavese e Mario Gori. Un mio compagno di scuola aveva vinto un premio (lui scriveva meglio di me)… Arrivammo a Chiusa in motorino, non avevamo ancora la patente… Da allora cerco di non mancare: lo spirito dell’iniziativa resta lo stesso».