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Ciaburro (Fratelli d’Italia): “La Sugar Tax causerà il tracollo dell’industria dei soft drinks. Va eliminata”

L'onorevole cuneese, in qualità di Segretario della Commissione Agricoltura a Montecitorio, si schiera nettamente contro la nuova imposta sulle bevande edulcorate che entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2022.

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È notizia di oggi l’approvazione dell’entrata in vigore della nuova Sugar Tax nel nostro Paese a partire dal primo gennaio 2022. Si tratta di un’imposta correttiva, simile a quelle già applicate da molti paesi dell’Unione Europea (come la “Chips Tax” ungherese contro gli snack iper-calorici), volta a ridurre la presenza delle bevande zuccherate nel mercato alimentare italiano e di conseguenza a migliorare la salute generale. Essa si applicherà nella misura di 10 euro per ettolitro nel caso dei prodotti finiti, ovvero delle bevande già zuccherate, e di 0,25 euro per chilogrammo nel caso dei prodotti predisposti ad essere utilizzati come edulcoranti mediante la diluizione “domestica”. L’imposta colpirà le cosiddette “bevande edulcorate” ovvero tutti i prodotti contrassegnati dai codici europei NC 2009 e 2202, vale a dire tutte le bibite tradizionali e tutte le bevande zuccherate o contenenti edulcoranti ricavate mediante diluizione (ad esempio gli sciroppi). Un’imposta che riguarda sia i produttori delle bevande, sia gli importatori di esse dall’estero.

Una tassa che non è piaciuta ai partiti di destra, in particolar modo a Fratelli d’Italia, che si è espresso attraverso una nota ufficiale dell’onorevole cuneese Monica Ciaburro, Segretaria della Commissione Agricoltura a Montecitorio. Ecco le sue dichiarazioni: “L’entrata in vigore della sugar tax è destinata a causare un tracollo di tutta l’industria legata alla produzione e vendite di soft drink, con il rischio di perdere migliaia di posti di lavoro. Sono stimate perdite di centinaia di milioni di euro di giro d’affari a seguito dell’entrata in vigore della misura, con incalcolabili conseguenze su tutte le filiere collegate che ancora faticano a riprendersi dalla pandemia. Le interlocuzioni informali tra Ministero della salute e mondo privato hanno già portato ad una riduzione, sino ad oggi, del 27% del contenuto di zucchero sul mercato, lo stesso risultato che in altre Nazioni è stato raggiunto con l’utilizzo di tasse e gabelle. Il dialogo e la collaborazione tra privati ed istituzioni si riconferma ancora una volta la soluzione più virtuosa ed efficace per assicurare il benessere dei cittadini e delle imprese. È del tutto incomprensibile che ad oggi non sia stato ancora deciso di proseguire per questa strada, preferendo invece operare con una spada di Damocle che dal 2022 massacrerà un intero comparto, per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare al Governo“.

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