Quantcast

Chiusa di Pesio, il nuovo anno della “Scuola nel Parco”

Per il momento sono state attivate due classi. Tredici i bambini al primo anno, diciassette quelli al secondo

Trenta bambini seduti in cerchio, all’aperto, che raccontano di sé e si conoscono, con l’aiuto di una maestra che li stimola anche a prendere le misure di ciò che sta attorno. È il morning meeting, il momento della giornata di scuola in cui gli alunni fanno gruppo. Si dà libero sfogo alla sfera emotiva, ma al contempo si fa in modo che inizi il processo di assimilazione delle regole di convivenza.

Con l’inizio dell’anno scolastico è partita la Scuola nel Parco, progetto dell’associazione Ri…Esco di Pianfei che si è concretizzato grazie all’accordo raggiunto con l’Ente delle Aree Protette delle Alpi Marittime per l’utilizzo di alcuni locali della sede di Chiusa di Pesio e di parte dell’area della Roccarina.

Per il momento sono state attivate due classi. Tredici i bambini al primo anno, diciassette quelli al secondo. Molto varia la provenienza geografica: Mondovì, Chiusa Pesio, Boves, Borgo, ma anche centri più lontani, come Trinità e Savigliano. E c’è chi ha lasciato la Liguria trasferendosi nel Cuneese per permettere ai propri figli di frequentare la Scuola nel Parco, parente stretta di quell’Asilo nel bosco che Ri…Esco ha organizzato per anni a favore di bambini in età prescolare.

Le prime sei settimane di questa esperienza scolastica, incentrata sull’apprendimento all’aria aperta, a contatto con l’ambiente naturale, sono dedicate in particolare alla socializzazione e alla conoscenza del territorio. Alla Roccarina c’è un mondo da esplorare: il bosco, le radure, l’ex cava della fornace, il giardino fitoalimurgico… I bimbi scoprono ciò che li circonda attraverso giochi che sono quelli di sempre e di ogni latitudine: rincorrersi, arrampicarsi su un sasso, saltare un tronco o percorrerlo in equilibrio, costruire un riparo… Lo spirito è quello dei giochi in cortile di una volta, che si sono persi a fronte di ore trascorse davanti alla televisione o alle prese con giochi elettronici.

Alle lezioni che ognuno degli insegnanti propone (leggere e scrivere, inglese, matematica, ecc.) ogni bimbo può partecipare in piena libertà, secondo la propria predisposizione. Sarà solo al termine delle prime settimane che si passerà a giornate scolastiche più strutturate, con lezioni di gruppo sulle varie materie, seguendo una impostazione che coniuga modalità di insegnamento tradizionali con l’apprendimento che nasce dall’esperienza personale e diretta.

«Vogliamo che il bambino si senta stimolato, che impari magari con un po’ di fatica ma senza sofferenza, che sviluppi il più possibile la curiosità, la sua capacità di osservazione» spiega Stefania Lo Presti, una delle educatrici. Che prosegue: «Rispetto a questi obiettivi, la nuova sistemazione qui al Parco ci è di grandissimo aiuto. Non solo dal punto di vista ambientale – lo spazio sia dei locali interni sia della Roccarina fuori è davvero speciale – ma anche rispetto al fatto che permette ai bambini, avendo contatti quotidiani, per quanto brevi e del tutto occasionali, con chi lavora nel Parco e con chi ci gira attorno, di vivere immersi in una realtà che non è quella del classico microcosmo scolastico.»

Giorni fa, nell’incontro con il presidente delle Aree Protette delle Aree Protette delle Alpi Marittime, uno dei bambini si è lanciato a chiedere se “il presidente è quello che comanda”. Alla risposta affermativa di Piermario Giordano, ha osservato: “Lo avevo capito, perché hai le scarpe pulite. Quelli che lavorano, le hanno sporche…”. Un tipetto che probabilmente darà molte soddisfazioni alle insegnanti della Scuola nel Parco.