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Carrù, alcune precisazioni sulle bollette della TARI (tassa rifiuti)

La cancellazione della terza rata è dovuta a migliorare una prassi che creava problemi contabili all’ente pubblico e l'aumento della tariffa non è da imputare all'amministrazione comunale ma al conseguente aumento della produzione di rifiuti

Carrù. In questi giorni sono state recapitate le bollette per la TARI (tassa rifiuti) 2021, con due rate aventi scadenze al 15.10.2021 ed al 15.12.2021. Alcuni cittadini hanno legittimamente evidenziato la riduzione del numero di rate (da tre a due) e sottolineato l’aumento della tariffa rispetto all’anno 2020, taluni giungendo ad imputare tale aumento ad una scelta dell’amministrazione comunale.

Il sindaco Schellino ha voluto fare alcune precisazioni in merito.

Circa la riduzione del numero di rate a due, con la cancellazione della terza rata (una volta prevista a Gennaio), si è semplicemente modificata una prassi che creava problemi contabili all’ente pubblico, considerato che, come è noto, il bilancio si chiude con l’anno solare al 31 dicembre.
Circa l’aumento della tariffa rispetto all’anno 2020 come conseguenza di una scelta dell’amministrazione comunale, mi limito a contestare la veridicità di questa affermazione con i chiarimenti che seguono, già peraltro esposti in due recenti sedute pubbliche di Consiglio Comunale.
Come tutti sanno, le tariffe della tassa rifiuti vengono deliberate dal Comune, in pubblica seduta di Consiglio Comunale, sulla base dell’importo portato dal Piano Economico Finanziario redatto da ACEM. In base al costo complessivo del servizio e determinate le tariffe per tipologia di utenza (abitativa o non abitativa), vengono emesse le relative bollette.
In altre parole, più aumenta la produzione di rifiuti, più il costo del servizio cresce e di conseguenza cresce l’importo della bolletta per ogni utenza.
Nell’anno 2020 Carrù ha complessivamente prodotto molti più rifiuti rispetto all’anno 2019 e dunque il costo del servizio dell’anno 2020 (riportato nelle bollette TARI 2021) è aumentato.
La produzione maggiore dei rifiuti è stata dettata principalmente da fattori conseguenti alla pandemia. In primis, pensiamo alla chiusura forzata nei mesi di Marzo ed Aprile, la quale ha visto conseguentemente crescere il numero di rifiuti domestici. In secondo luogo le ulteriori restrizioni, anche in merito alle consumazioni presso i locali, hanno agevolato il consumo di cibi consegnati in appositi involucri. Ed ancora, in modo particolare, si pensi a tutti quei rifiuti conseguenti all’utilizzo giornaliero dei dispositivi di protezione individuale anti covid, fino ad inizio 2020 assolutamente sconosciuti.
Si aggiunga poi che quest’anno si è provveduto ad aggiornare la banca dati Tari, applicando alle utenze le riduzioni previste di default dal regolamento (riduzioni diverse da quelle connesse alla situazione covid). Tale aggiornamento ha comportato l’applicazione di riduzioni legittimamente dovute (ma non reclamate dall’utenza) pari a complessivi euro 20.000 circa.
Tutti questi elementi, oltre ad altri che non ho elencato, hanno certamente inciso sulla crescita del numero di rifiuti e sull’ammontare complessivo del costo del servizio.
Ma vi è di più.
Nell’anno 2020, l’amministrazione comunale decise di destinare circa euro 200.000,00 per abbattere la TARI 2020, in favore di ogni utente senza distinzione di sorta; una parte della somma citata proveniva dallo Stato e la residua derivava da un prelievo di fondi propri dell’ente pubblico, con il risultato che una rata su tre, per tutte le utenze, venne eliminata. La TARI 2020 è risultata infatti ridotta del 30% rispetto alla TARI 2019.
Nell’anno 2021 il fondo messo a disposizione dallo Stato per tali spese risulta essere stato notevolmente ridotto rispetto all’anno 2020. Una parte di tale fondo, circa euro 46.000,00 è stato messo a disposizione dallo Stato al Comune obbligatoriamente per ridurre la tariffa delle sole attività che sono risultate chiuse od hanno subito restrizioni a causa del Covid; un’altra parte, pari a circa 18.000,00 euro, è risultata invece destinata ad abbattere la tariffa TARI 2021 per le utenze domestiche. Sulla prima categoria, siamo intervenuti utilizzando l’intero importo ottenuto in considerazione delle effettive chiusure e restrizioni patite dall’attività eseguendo la sconto direttamente in bolletta. Sul secondo gruppo si è deciso di apportare riduzioni alle utenze domestiche per le famiglie caratterizzate da un ISEE recante importi medio-bassi, dietro apposita istanza.
E’ quindi naturale che la differenza tra le tariffe 2021 e quelle del 2020 faccia registrare una crescita pari al 30-35% per talune utenze ma, come spiegato sopra, per ovvie ragioni il confronto non regge perché deriva da due basi distinte in quanto il 2020 è stato l’unico anno nel quale si è potuto ridurre corposamente la bolletta di tutti quanti mediante l’uso di denaro statale messo a disposizione per l’occasione. Raffrontando invece la tariffa 2021 con la tariffa 2019 si potrà notare come la differenza sia assolutamente minima e conseguente solo al fatto che, come detto sopra, la tariffa 2021 risente della crescita della produzione di rifiuti fatta registrare nell’anno 2020.
La crescita della produzione dei rifiuti non è certo scelta di un’amministrazione ma è un dato oggettivo che va considerato e tenuto in debito conto per dettare le future politiche in tema di gestione e smaltimento dei rifiuti.
Da ultimo, tengo a sottolineare che la spiegazione di cui sopra è stata oggetto di ben due distinte sedute pubbliche di consiglio comunale, tenutesi negli scorsi mesi, nelle quali si è provveduto a deliberare sia le tariffe che le riduzioni.
In ogni caso, qualora la differenza della tariffa rispetto al 2019 fosse di rilevante entità, il Comune è a disposizione per le opportune verifiche.”