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All’ospedale di Savigliano il macchinario che intercetta linfonodi con alto sospetto di positività foto

Donata dagli ”Amici dell’ospedale di Savigliano”, la piattaforma, del valore di oltre 100 mila euro,  sarà per ora utilizzata da Urologia e Ginecologia

Savigliano. Una piattaforma per la sala operatoria, che permette di intercettare linfonodi con alto sospetto di positività, con l’utilizzo del verde indocianina.

E’ finalmente in dotazione all’ospedale di Savigliano “Rubina”, già presentata lo scorso mese di luglio, acquistata e donata dall’associazione Amici dell’ospedale di Savigliano, il cui uso è per ora limitato alle strutture di Urologia e Ginecologia, ma potenzialmente estensibile a tutte le specialità chirurgiche.   

L’apparecchiatura ha un valore di oltre 100 mila euro, ottenuti in quota parte dal contributo dei cittadini saviglianesi e del territorio circostante con le donazioni del 5 per mille e dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Savigliano. “Parte dei contributi che la Fondazione stanzia  per la Sanità – spiega il presidente del sodalizio Francesco Villois – sono erogati direttamente alla nostra associazione per l’acquisto di apparecchiature utili all’Asl. In questo modo trattiamo direttamente con le ditte e riduciamo i tempi di approvvigionamento.”

Giovanni Siciliano è il direttore sanitario sostituto del Presidio unico Savigliano-Saluzzo-Fossano: “Abbiamo oggi la fortuna di avere un direttore generale che conosce a fondo il territorio, dobbiamo investire su strutture ma soprattutto sulle risorse umane, assumere giovani che possano assorbire l’esperienza professionale e le doti umane di chi oggi dirige le strutture dell’ospedale, per garantire continuità nell’attività e un rilancio serio. Il territorio di riferimento, con circa 200 mila abitanti, consente di sfruttare le potenzialità di crescita.”

Di “prestazioni altamente qualificate” parla il direttore del dipartimento Chirurgico dell’Asl, Toni Pazzaia: “Dobbiamo considerare sia la tecnologia sia i professionisti, nei vari ruoli.  Abbiamo retto all’impatto della pandemia da Covid19, anche dal punto di vista organizzativo, con il vantaggio di mettere in rete professionisti che prima non si conoscevano neppure”.