Quantcast

Ad Alba la prima retrospettiva su Piero Simondo, protagonista delle avanguardie artistiche del Novecento

Venerdì 24 settembre nella Chiesa di San Domenico apre al pubblico la grande mostra promossa dalla Fondazione CRC

Più informazioni su

Venerdì 24 settembre 2021 alle ore 15, presso la Chiesa di San Domenico ad Alba (Via Teobaldo Calissano), aprirà al pubblico la mostra “Piero Simondo. Laboratorio situazione esperimento”. L’appuntamento, il secondo della stagione espositiva 2021 della Fondazione CRC, è realizzato in collaborazione con l’Archivio Simondo ed è il primo approfondimento monografico e retrospettivo sull’opera di Piero Simondo, tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista e particolarmente legato alla città di Alba dove iniziò la sua carriera artistica, scomparso a novembre 2020. Curata da Luca Bochicchio, direttore scientifico del MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina, la mostra offre uno sguardo sull’ampia produzione del poliedrico artista: sono esposti dipinti, sculture e video realizzati dai primi anni Cinquanta alla fine degli anni Novanta del Novecento. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente – nel rispetto delle misure anti Covid – fino al 12 dicembre 2021, tutti i giorni dalle ore 15 alle 18, il sabato, la domenica e i festivi anche dalle 10 alle 12. A integrazione della mostra sarà pubblicato un volume in italiano e inglese con la duplice funzione di documentare l’esposizione e proporre una riflessione sulla figura dell’artista, grazie a contributi di autorevoli studiosi di critica e storia dell’arte, filosofia e visual studies, che approfondiranno aspetti inediti delle ricerche di Simondo. Per maggiori informazioni telefonare allo 0171/452711 o scrivere a info@fondazionecrc.it.

La navata centrale del San Domenico sarà allestita con un percorso nel quale verranno presentate le produzioni artistiche più celebri di Simondo, dai monotipi realizzati negli anni Cinquanta ad Alba, lavorando negli spazi forniti da Pinot Gallizio, ai dipinti di grande formato degli anni tra i Sessanta e i Novanta, in cui l’artista sperimentò diverse tecniche di generazione spontanea dell’immagine (tra cui ipo-pitture, nitroraschiati, decalcomanie, collage). In mostra anche pannelli decorativi in legno, topologie (quadri tridimensionali) e sculture in legno, in ceramica e polimateriche. Nelle due cappelle laterali all’abside saranno proiettati video inediti di Simondo e sarà allestita una sezione di documenti. La mostra è collegata al vicino Spazio Gallizio, allestito all’interno del Centro Studi Beppe Fenoglio, grazie ad alcune opere decorative (ceramica e legno) lì esposte e realizzate da Simondo durante la sua permanenza a casa di Pinot Gallizio nei primi anni Cinquanta.

Attraverso la mostra sarà possibile conoscere meglio l’originale ricerca artistica di Simondo, figura che ebbe un’importanza notevole per lo sviluppo delle relazioni artistiche, intellettuali e culturali internazionali nella città di Torino e nel territorio cuneese e savonese. Interessato ai processi di creazione delle immagini e alla situazione-laboratorio, Simondo ha sempre sperimentato tecniche e linguaggi espressivi anti-convenzionali evitando di inserirsi chiaramente in correnti, stili o tendenze e creando opere con tecniche e materiali disparati, elaborando metodologie e teorie anche in forma scritta e producendo numerosi articoli, libri e saggi su temi quali lo strutturalismo, il labirinto, il pensiero logico, la psicologia della conoscenza, l’arte elettronica. Analizzando le opere, gli scritti filosofici e i progetti creati lungo il corso della sua vita, è possibile seguire gli sviluppi del pensiero critico di un uomo che ha sempre cercato e trovato nel laboratorio e nella ricerca sperimentale le chiavi metodologiche e processuali di un’attività artistica in costante movimento, praticata in chiave sociale e didattica, oltre che estetica.

La mostra di Alba è la prima tappa di una retrospettiva antologica sull’artista che si articolerà tra il Piemonte e la Liguria, regione in cui Simondo nacque nel 1928, e che vedrà eventi espositivi all’Accademia Albertina di Torino e al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea nel 2021 e al MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina (SV) e allo Spazio Simondo a Cosio di Arroscia (IM) nel 2022.

“Grazie alla collaborazione con l’Archivio Simondo, la Fondazione CRC propone, nel periodo della Fiera del Tartufo, un’iniziativa culturale di altissimo livello e profondamente radicata nel territorio albese. Dopo aver celebrato due anni fa, con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, il Congresso Mondiale degli artisti liberi, che qui si tenne nel 1956, oggi offriamo l’occasione di conoscere l’opera di Piero Simondo grazie alla prima personale a lui dedicata, a meno di un anno dalla morte dell’artista. La tappa iniziale di un percorso inedito che toccherà il Piemonte e la Liguria, territori protagonisti delle principali vicende umane e artistiche di Simondo” commenta Ezio Raviola, vice presidente della Fondazione CRC.

“In occasione di questo evento ad Alba, nella stessa Chiesa di San Domenico che ha visto le opere di mio padre, Piero Simondo, esposte nel 2008 per gentile richiesta dell’Ente Fiera del Tartufo, ringrazio, a nome dell’Associazione Archivio Simondo, la Fondazione CRC per aver considerato l’opera del babbo degna di un ulteriore approfondimento e di una visibilità che ne esalta la memoria. Insieme alla Direttrice del Castello di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev, due anni or sono fu rivissuto, in chiave evolutiva, il Congresso degli Artisti Liberi del 1956, voluto e promosso dalla Fondazione CRC. L’idea di proseguire lo studio attraverso una mostra antologica diffusa è stata poi incoraggiata da Paola Gribaudo, Presidente dell’Accademia Albertina, alla quale mi sento quindi di rivolgere un ringraziamento speciale. Con la mostra che inaugurerà a breve, l’Archivio Simondo vede così realizzarsi il sogno di presentare la complessa varietà dell’opera più che sessantennale di mio padre” conclude Amelia Simondo Rolla, Presidente dell’Associazione Culturale Archivio Simondo.

“PIERO SIMONDO. LABORATORIO SITUAZIONE ESPERIMENTO”

L’artista

Piero Simondo (Cosio d’Arroscia, Imperia, 25 agosto 1928 – Torino, 6 novembre 2020) è stato un importante artista e intellettuale italiano, esponente dei movimenti internazionali d’avanguardia del secondo dopoguerra.

Nel settembre del 1955 fonda ad Alba, con Asger Jorn e Pinot Gallizio, il Laboratorio Sperimentale del Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste (M.I.B.I.).

Sempre ad Alba, nel 1956, insieme alla sua compagna e futura moglie Elena Verrone, ad Asger Jorne e Pinot Gallizio, organizzò il Congresso Mondiale degli Artisti Liberi e diede vita alla rivista d’avanguardia Eristica. Nel luglio del 1957, in occasione di una vacanza nella sua casa di Cosio d’Arroscia, insieme a Michèle Bernstein, Guy Debord, Pinot Gallizio, Asger Jorn, Walter Olmo, Ralph Rumney e Elena Verrone fonda l’Internazionale Situazionista, da cui fuoriesce nel gennaio successivo con la moglie Elena Verrone e Walter Olmo, in polemica con Debord.

Nel 1962 fonda a Torino il CIRA (Centro cooperativo per un Istituto internazionale di Ricerche Artistiche) con il proposito di recuperare l’esperienza del Laboratorio di Alba.

Dal 1968 Simondo prosegue individualmente la propria ricerca artistica, dedicandosi alla produzione di opere bidimensionali e tridimensionali, fedele a una propria coerenza metodologica nella sperimentazione delle molteplici possibilità di configurazione dell’immagine. Tale ricerca si riflette in una intensa attività teorica, che spazia dal pensiero logico greco alla teoria dei colori, dalle pratiche di situazione alla computer art.

A partire dal 1972 e fino al 1996 ha lavorato all’Università di Torino, dove ha diretto i laboratori di attività sperimentali presso l’Istituto di Pedagogia presieduto da Francesco De Bartolomeis e ha tenuto la cattedra di Metodologia e Didattica degli Audiovisivi. Il 6 novembre 2020 Piero Simondo si spegne nella sua casa di Torino.

Il nome di Simondo è stato per lungo tempo collegato esclusivamente a questi gruppi e movimenti, e di conseguenza la critica e la storiografia artistiche ne hanno letto l’opera alla luce, anzi all’ombra, dei più rinomati compagni di ricerche situazioniste.

In realtà, dai primi anni Cinquanta ai primi Duemila, Simondo ha costantemente dipinto e lavorato in modo originale e autonomo, portando avanti le idee del Laboratorio Sperimentale oltre i confini e i limiti imposti dall’evoluzione di gruppi e movimenti che egli stesso aveva contribuito a creare anche nella Torino degli anni Sessanta e Settanta. Inoltre, anche focalizzandosi all’interno del perimetro situazionista, diversi aspetti necessitano di essere ulteriormente approfonditi: dal contributo teorico di Simondo e Verrone, fino ai rapporti di questi ultimi con gli esponenti delle neoavanguardie europee.

Il curatore

Luca Bochicchio è direttore scientifico del MuDA Museo Diffuso di Albissola Marina, che comprende Casa Museo Asger Jorn, e assegnista di ricerca all’Università di Verona. Dal 2010 al 2018 ha svolto ricerche in Italia e all’estero in collaborazione con l’AdAC Archivio d’Arte Contemporanea dell’Università di Genova, dove ha conseguito il Dottorato di ricerca in Arti Spettacolo e Tecnologie Multimediali e ha tenuto corsi di Arte contemporanea e Comunicazione dei Beni Culturali.

È autore di numerosi saggi in riviste e cataloghi. Nel 2016 ha pubblicato per Mimesis il volume Scultura e memoria: Leoncillo, i Caduti e i Sopravvissuti, e nel 2013 per Silvana il volume Il Lungomare degli Artisti di Albissola Marina (1963-2013). La nascita dell’arte pubblica in Italia.

Nel 2020 ha ottenuto lo U.S. Travel Grant della Terra Foundation for American Art. È stato inoltre visiting researcher all’Henry Moore Institute (Leeds), Beinecke Rare Book and Manuscript Library (Yale University), Institut National de l’Histoire de l’Art (Parigi). Come consulente scientifico o guest curator ha collaborato con MAMCO (Ginevra), Cobra Museum (Amsterdam), Hauser&Wirth (New York), Fondazione Piero Manzoni (Milano), Archivio Baj (Vergiate), MiC (Faenza), Fondazione Pino Pascali (Polignano). Nel 2018 è stato principal investigator nel progetto Iperion “Baj Nucleare”, con il CNR-ISTM di Perugia.

Il Comitato scientifico 

Il comitato scientifico della mostra “Piero Simondo. Laboratorio situazione esperimento” è composto da Luca Avanzini, curatore del Centre Culturel Jean-Cocteau di Les Lilas di Parigi, Paul Bernard, conservatore e curatore del MAMCO Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra, Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Paola Gribaudo, presidente dell’Accademia Albertina di Torino, da Flaminio Gualdoni, critico, curatore e docente dell’Accademia di Brera di Milano, Karen Kurczynski, professore associato di Storia dell’Arte e dell’Architettura all’University of Massachusetts, Lisa Parola, curatrice e storica dell’arte, Sandro Ricaldone, critico d’arte e curatore, Marco Senaldi, filosofo e docente dell’Accademia di Brera di Milano, Amelia Simondo, presidente dell’Associazione Culturale Archivio Simondo e dal curatore Luca Bochicchio.

L’Archivio Simondo

Nel gennaio 2016 Amelia Simondo, insieme a un team di studiosi, ha dato vita all’associazione culturale Archivio Piero Simondo. Grazie al lavoro svolto in particolare tra 2016 e 2018 dal Dott. Luca Avanzini, oggi il fondo di documenti e opere è archiviato a uno stadio pre-inventariale, permettendo così di avviare studi sistematici sul lavoro artistico e intellettuale di Simondo.

Negli ultimi anni si sono potuti cogliere chiari segnali di una rinnovata attenzione nei confronti di Simondo e delle sue ricerche. Il 21 e 22 settembre 2019, ad Alba, la Fondazione CRC e il Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli hanno organizzato una conferenza internazionale per celebrare e ripensare il Congresso Mondiale degli Artisti Liberi del 1956. L’Archivio Simondo è stato fra i partner dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione di numerosi critici e storici dell’arte, tra i quali Hans Urlich Obrist e Tom McDonough.

Nel 2016 il famoso dipinto collettivo Senza titolo, realizzato nel 1956 da Simondo in collaborazione con Constant, Pinot Gallizio, Jorn, Kotik e Wolman, è stato esposto al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid ed è stato poi acquistato dalla Fondazione CRC. Più recentemente, la Fondazione CRC ha acquisito l’opera Figurine, del 1955. Altre opere di Piero Simondo sono conservate alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, al Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, all’Archivio Pinot Gallizio, all’EAM Collection di Berlino, al Centro Studi Beppe Fenoglio di Alba, alla Biblioteca Civica “A. Arduino” di Moncalieri, al Comune di Alba, alla Fondazione Peano di Cuneo, al Comune di Cosio di Arroscia. Proprio a Cosio, nel luglio 2017 è stato creato lo Spazio Piero Simondo: un centro espositivo e informativo che accoglie e rende fruibile una selezione di opere realizzate dall’artista anche in collaborazione con i suoi compagni dell’avanguardia europea.

Più informazioni su