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A Boves la mostra contro i pregiudizi sulla violenza sulle donne foto

Organizzata da Amnesty International con la collaborazione della Scuola di Pace di Boves e il patrocinio del Comune di Boves, è stata inaugurata ieri. "L’idea alla base del lavoro è quella di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti"

Boves. Nel pomeriggio di ieri (giovedì 16 settembre) è stata inaugurata la mostra “Com’eri vestita?” proposta da Amnesty International – Antenna di Cuneo con il patrocinio del Comune di Boves e la collaborazione della Scuola di Pace di Boves presso l’ex- confraternita Santa Croce.

com'eri vestita bovesda sinistra: Maurizio Paoletti, Maria Rosa Porta, Enrica Di Ielsi, Patrizia Barello

Si raccontano storie di abusi accanto agli abiti in esposizione che intendono rappresentare, in maniera fedele, l’abbigliamento che la vittima indossava al momento della violenza subita. La mostra sostiene, in tutta Italia, la campagna di Amnesty International Italia #IoLoChiedo che si appella al Ministro della Giustizia affinché la legislazione italiana si adegui alle norme internazionali, stipulate con la convenzione di Istanbul del 2011, e modifichi l’articolo 609-bis del codice penale per considerare reato qualsiasi atto sessuale senza consenso. L’idea alla base del lavoro è quella di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti. Da qui il titolo emblematico ‘Com’eri vestita?’. I visitatori possono identificarsi nelle storie narrate e al tempo stesso vedere quanto siano comuni gli abiti che le vittime indossavano.

All’inaugurazione erano presenti, oltre a tutta la giunta comunale (il sindaco Maurizio Paoletti, il suo vice Matteo Ravera e gli assessori Enrica Di Ielsi, Nadia Tecco e Fabio Climaci) e ai consiglieri comunali Raffaella Giordano, Gianluca Cavallo e Alfredo Dalmasso, la presidente provinciale ANPI Ughetta Biancotto, la responsabile cuneese di Amnesty International Patrizia Barello e la presidente della Commissione regionale pari opportunità Maria Rosa Porta.

Inizio dei lavori affidato all’assessora Di Ielsi che ha spiegato come la mostra segni anche l’inizio delle commemorazioni dell’Eccidio di Boves del 19 settembre 1943 e come il periodo di lockdown abbia  ulteriormente amplificato i reati nei confronti delle donne. “Ogni giorno sentiamo di nuovi casi di violenza e femminicidi. Dobbiamo aiutare le persone che vivono questi incubi ad aprire gli occhi, aiutare queste persone a resistere e a denunciare, a parlarne perchè se continuano a giustificare chi le maltratta, non riusciamo a combattere questa piaga”.

Ha preso la parola Patrizia Barello, responsabile cuneese di Amnesty International, che dopo avere ringraziato l’amministrazione comunale bovesana per l’ospitailtà ha spiegato come è nata la mostra: “il sesso senza consenso è stupro. Ed è un crime grave. E’ un concetto semplice che dovrebbe mettere d’accordo tutti ma nella realtà non è così”.

La presidente della Commissione regionale pari opportunità Maria Rosa Porta ha spiegato che la violenza è eliminazione del diritto che una persona ha di scegliere, di essere considerata una persona, di autodeterminarsi: “basta fare commemorazioni, dobbiamo riscattarci, correre ai ripari trovando noi stesse la forza attraverso iniziative come questa, attraverso le istituzioni e le associazioni che sono il primo salvagente che lanciamo alla donna. La donna deve capire essa stessa che può salvarsi da sola”.

Ha concluso gli interventi il sindaco Maurizio Paoletti che ha parlato anche della sua esperienza come avvocato che talvolta lo porta a dover gestire situazioni di violenza domestica: “mi fa estremamente piacere che questa mostra sia qui a Boves perchè ci ricorda la sofferenza di tante donne durante la guerra. Auguro che a ciascuno di noi questa mostra lasci qualcosa, come a me ha lasciato addosso un carico non indifferente”.

La mostra, a ingresso libero, è accessibile al pubblico nei seguenti orari: venerdì 17/9/lun-gio 20-23/9: ore 9-12 15-18. Su prenotazione per gruppi e scuole telefonando allo 0171 391850. Sabato 18 e domenica 19: ore 9-12 e ore 15-18. Info: p.barello@amnestypiemontevda.it