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Una medaglia olimpica che parla cuneese: quella di Paolo Perrone, statisticien della Nazionale francese di volley

"Sono onorato di aver scritto con loro una pagina di storia di questo sport e di questa federazione" ha raccontato a Cuneo24 il giovane originario della Granda

Paolo Perrone, cuneese d.o.c.g., classe 1993, qualche anno fa ha dovuto rinunciare alla carriera sportiva nel volley come atleta per questione di centimetri.

Ma la sua sagacia e l’intelligenza gli hanno fatto girare l’Europa, come scoutman, esperto di statistiche, allenatore in seconda. Perrone è nello staff della Nazionale francese di volley maschile che per la prima volta si è laureata campione olimpica nel volley battendo 3-2 la Russia. Il ruolo del cuneese è “statisticien”, ossia lo scoutman.

Tutto questo lo ha portato fino alla medaglia d’oro olimpica vinta appunto con la nazionale di pallavolo transalpina. Una dimostrazione tangibile di come non bisogna mai smettere di sognare.

Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare cosa sta provando, è un fiume in piena: “A freddo direi che è il raggiungimento di un sogno, il punto più alto a cui uno sportivo o comunque un membro di un staff in uno sport di squadra possa sognare. Già il semplice partecipare alle Olimpiadi per me è stato un qualcosa di stupendo, di incredibile che mi rendeva euforico il giorno che siamo partiti per il Giappone. Sono state delle settimane intense dove abbiamo passato tante emozioni, da paure dovute al non riuscire a giocare al nostro livello e che ci portava a perdere delle partite nel girone che potevano costarci l’eliminazione al vincere ai quarti di finale contro la Polonia (squadra bi campione del mondo è favorita numero 1 per l’oro)”.

Paolo continua il racconto per Cuneo24: “Fino a ieri dove vinciamo subito i primi due set e verso la metà del terzo invece incominciamo a fare errori che ci portano al 5 set. Partire subito sotto 3-0 per poi rimontare e andare a vincere è davvero un qualcosa di incredibile, di pazzesco perché è il raggiungimento di un nostro sogno, di un mio sogno e paga tutti i sacrifici che ho dovuto fare in questi anni. E ancora più stupendo perché abbiamo scritto la storia per questa nazionale che non era mai riuscita a superare i gironi. E ancora un qualcosa di più speciale se poi vado a pensare che sono il secondo italiano nella pallavolo a vincere l’oro olimpico. Ci sono davvero tante cose dentro la mia testa che non sono ancora riuscito a metabolizzare, un insieme di emozioni uniche”.

“Per il mio percorso, per la mia carriera sicuramente questo successo rappresenta un punto davvero importante, un lavoro di 5 anni culminato nel miglior modo possibile. Allo stesso tempo so che non mi posso fermare, voglio continuare a crescere ed a continuare a imparare il più possibile da tutte le persone che incontro e che ho la fortuna con cui lavorare. Come ho appreso tanto da Tillie qua con la nazionale, nel mio club a Milano da Monti, Giani e Piazza. E dalla prossima settimana invece avrò l’onore di poter lavorare con Rezende che prenderà il posto di Tillie nella nazionale francese con l’obiettivo di poterci ripetere alle Olimpiadi di Parigi nel 2024. Per me averlo raggiunto con queste persone è stato un onore, sono onorato che 5 anni fa mi abbiano scelto e voluto con loro. Sono onorato di aver scritto con loro una pagina di storia di questo sport e di questa federazione” conclude Paolo.