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Gribaudo (PD): “Cosa stiamo aspettando per lo ius soli?”

La deputata del PD fa notare che il 38% degli atleti italiani ai Giochi Olimpici di Tokyo ha origini straniere e molti di loro hanno dovuto aspettare anni per ottenere la cittadinanza pur essendo cresciuti (non solo sportivamente) nel nostro Paese.

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I Giochi Olimpici che stanno avendo luogo a Tokyo hanno evidenziato un aspetto sempre più lampante nella nostra società: molte delle nostre eccellenze sportive hanno origini straniere. La dimostrazione era anche arrivata dal recente Europeo di calcio, vinto dalla Nazionale italiana con ben tre calciatori di origine brasiliana (Jorginho, Toloi e Emerson Palmieri), ed è stata resa ancora più evidente dalle Olimpiadi, con atleti come Marcell Jacobs e Paola Egonu, forse i due sportivi più forti del nostro paese, che hanno origini straniere. Come loro, molti altri, non solo alle Olimpiadi ma nelle città italiane, spesso, pur essendo nati e cresciuti qui, faticano ad ottenere la cittadinanza italiana.

Sull’argomento si è espressa, ancora una volta, la deputata cuneese del Partito Democratico Chiara Gribaudo, da sempre, in linea con il suo partito, molto attiva sull’argomento. “Il 38% della squadra olimpica italiana ha origini straniere. – ha scritto su Facebook la politica – Marcel Jacobs, oro nei cento metri, è nato in Texas da madre italiana ma è cresciuto a Desenzano del Garda. Paola Egonu, nata a Cittadella da genitori nigeriani, ha dovuto attendere la fine della scuola dell’obbligo per ricevere la cittadinanza. Eppure è stata scelta come portabandiera del Comitato Olimpico Internazionale.

In Italia la diversità è realtà, è bellezza, e quando è accompagnata dai diritti è una forza collettiva. Ci sono 800.000 ragazzi nati e cresciuti in Italia che non sono cittadini italiani.

Dopo queste olimpiadi, qualcuno ha ancora obiezioni razziste per non cambiare una legge ingiusta?”.

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