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La staffetta “Corriamo un Po” si è conclusa con successo foto

Impresa riuscita per i dieci giovani cuneesi che hanno percorso quasi 700 km partendo dalla foce del fiume più lungo d'Italia per raggiungere le sorgenti

L’impresa dei villafallettesi Michele Olocco con il fratello Pietro, il centallese Pietro Gerbaudo, Giacomo Giolitti, Alberto Giolitti, Andrea Barra, Giulia Giolitti, Davide Mattio, Beatrice Mondino di Piasco, Mandeep Singh di Busca di percorrere la staffetta più lunga d’Italia si è conclusa con successo.

I dieci ragazzi lo scorso venerdì sono partiti, alle ore 5.30 dalla foce del Po in uno scenario surreale, sia per i colori dell’alba, sia per la sensazione di star iniziando un’impresa forse più grande di loro.

Ci racconta Michele Olocco: “I primi chilometri li ha percorsi Andrea Barra, che tanto si è speso nella preparazione del progetto realizzando il tracciato GPS che avremmo seguito in corsa e gestendo la comunicazione social della pagina.
La prima a ricevere il cambio, che avveniva con il passaggio di un orologio Garmin Fenix 6x Pro Solar che ha tenuto traccia del percorso e della velocità della corsa, è stata Beatrice Mondino, specializzata nel mezzo fondo, ma che non ha avuto alcun problema a confrontarsi con le lunghe distanze.
A seguire abbiamo la seconda ragazza del gruppo, Giulia Giolitti, forte atleta della podistica Valle Varaita, soprattutto nella corsa in montagna, anche lei ha dato un grande contributo nella preparazione del progetto soprattutto per quanto riguarda la relazione con gli sponsor.
In seguito è partito il centallese Pietro Gerbaudo, che tra tutti è quello che ha sofferto di più la scarsa preparazione alle lunghe distanze essendo lui un pistaiolo puro, ma senza mai perdere il sorriso, una cosa essenziale quando ci sono sempre dei fotografi nei paraggi.
Più tardi è stato il turno di Pietro Olocco, tornato dall’Erasmus a Barcellona giusto in tempo per partecipare alla staffetta, ha dovuto anticipare il volo aereo per essere presente; Pietro sta preparando come Andrea l’ultratrail “100 miglia del Monviso”, gara di 170 Km in Montagna, questo per loro è stato un valido allenamento.
A dare il cambio a Pietro io, Michele, suo fratello, ideatore del progetto e responsabile della logistica dei cambi e degli gli spostamenti, che ho passato più ore al computer a gestire l’organizzazione che non quelle passate a correre o a dormire.
Subito dopo di me è stato il turno di Alberto Giolitti, il più giovane della compagine; nei tre giorni di viaggio l’unica difficoltà che è riuscito ad impensierirlo è stata una sosta d’obbligo ad una festa trovata lungo la strada durante gli spostamenti.
In seguito abbiamo Mandeep Singh, portacolori della podistica Buschese che con i suoi ritmi da gara ha messo in difficoltà anche la bici che lo doveva seguire, che al cambio di Torino non è riuscita a raggiungerlo prima del cambio successivo.
A ricevere il cambio successivo è Giacomo Giolitti, co-fondatore e validissimo cercatore di talenti, tanti degli atleti sono stati reclutati da lui, ha sfoggiato per l’occasione un baffo da vero ultramaratoneta.
Ultimo atleta della staffetta, ma sicuramente non per la prestazione, è l’atleta di punta della squadra; lui ha raggiunto il gruppo solo nel pomeriggio del venerdì perché impegnato in mattinata da un esame universitario, purtroppo per lui non gli sono stati abbuonati i chilometri persi, ma ha dovuto recuperarli accorciando le soste tra una tappa e l’altra.
Poco presenti nelle foto dell’evento, ma veramente fondamentali, sono stati i sostenitori che hanno accompagnato gli atleti lungo il percorso: Simone Alesso e Paolo Peirano, fotografi e videomaker, hanno realizzato montagne di contenuti che verranno pubblicati nei prossimi giorni sulle pagine Instagram e Facebook “Corriamo un Po”, che consigliamo di seguire per non perdersi i futuri aggiornamenti; Giacomo Mana, autista e grande motivatore, preso dall’euforia del gruppo ha già prenotato un posto in squadra per la staffetta del prossimo anno; Marita e Teresio, genitori di Giulia, e Mario e Ritina, genitori di Michele e Pietro, hanno seguito la staffetta con i loro camper fornendo assistenza di ogni genere creando con i loro mezzi dei veri e propri punti vita con doccia, ottimo cibo e comodi letti.
Durante il percorso non sono mancati degli imprevisti, più di una volta gli atleti si sono trovati a dover modificare il loro percorso a causa di barriere naturali e artificiali, il punto più problematico è stato il superamento di un cancello che ha bloccato la strada a Giulia, che una volta scavalcato ha dovuto lasciare Beatrice a trovare una strada alternativa con la bici. Il meteo è stato un avversario, ma anche un compagno d’avventura, tutti gli atleti si sono dovuti confrontare con il caldo afoso della pianura padana e alcuni hanno subito anche il diluvio, che ha però poi regalato uno splendido arcobaleno.
Da Saluzzo in poi la strada si è straformata in una passerella in cui i molti tifosi hanno assistito al passaggio dei corridori e alcuni di loro li hanno accompagnati fino a Pian del Re dove alle 14.30 di domenica si è conclusa la staffetta più lunga d’Italia ed è iniziata la festa grazie anche alle birre e alle bevande offerte dagli sponsor.”

Corriamo un Po in numeri:
682 Km pronosticati, ma 692 Km effettivi (dovuti a strade sbagliate ed intoppi vari)
Partenza a 0 metri sul mare e arrivo a 2000 m di altitudine
56 ore e 35 minuti di corsa ininterrotti
80 cambi di testimone
4:54 minuti/Km di ritmo medio totale
10 atleti/e, 4 camperisti, 2 videomaker, 1 autista e 1 cane
Le ore di sonno non le abbiamo contate, ma solo per non spaventarci.