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Nuovi sguardi sui musei, protagonista la Generazione Z

Un laboratorio di esplorazione e interpretazione visiva al Museo della Ceramica di Mondovì ha chiuso il progetto YOM! Youngs Open Museums

Due settimane di immersione negli ambienti del Museo della Ceramica di Mondovì per esplorarli attraverso l’obiettivo di una videocamera: è l’esperienza che hanno da poco vissuto nove ragazze e ragazzi del Liceo Vasco-Beccaria-Govone di Mondovì.

Si tratta dell’ultima tappa del progetto YOM! Youngs Open Museums, finanziato dalla Fondazione CRC nell’ambito del Bando Musei Aperti e promosso dalla Fondazione Opere Diocesane Cuneesi con l’obiettivo di ampliare il pubblico della cultura attraverso una strategia inclusiva finalizzata a coinvolgere gli studenti delle scuole superiori nella creazione dei contenuti culturali dei musei.

Il progetto, avviato nel 2016 attivando in rete il Museo Civico, il Museo Diocesano e il Museo Casa Galimberti a Cuneo e il Museo dell’Abbazia di Pedona a Borgo San Dalmazzo, con i relativi enti gestori e proprietari e con il coordinamento dell’associazione noau officina culturale, si è sviluppato come un’innovativa sperimentazione di metodologie e strumenti per rafforzare la natura dei musei quali luoghi di incontro e creatività e per stimolare e accompagnare le nuove generazioni nella trasformazione da fruitori passivi a protagonisti attivi impegnati nel miglioramento dell’accessibilità culturale.

Per realizzare questi obiettivi il progetto YOM! ha coinvolto gli studenti degli istituti secondari di secondo grado di Cuneo e provincia in un percorso di co-creazione, co-organizzazione e co-gestione dei contenuti dei musei, utilizzando come strumento strategico l’ex alternanza scuola-lavoro, ora PCTO, obbligatorio nel triennio finale delle scuole secondarie di secondo grado.

Negli anni di progetto YOM! ha coinvolto decine di studenti che si sono confrontati con mondi diversi che spesso si incrociano nella gestione di un museo: arte, comunicazione, statistica, organizzazione di eventi, didattica, gamification, video-making, progettazione di installazioni, lavorando con professionisti dei vari settori. Attraverso la sperimentazione di formule diverse di coinvolgimento e di attività, ogni “pacchetto” ha portato alla realizzazione di un prodotto entrato a far parte dell’attività ordinaria dei musei: attività didattiche, giocovisite multimediali, invasioni digitali, installazioni sonore e artistiche, escape game, cortometraggi, spot ed eventi promozionali.

Il 2021 ha permesso di esportare il modello YOM! al di fuori della rete da cui il progetto è nato, grazie alla disponibilità e all’entusiasmo del Museo della Ceramica di Mondovì e della sua direttrice Christiana Fissore. Con YOM! Video Lab nove studenti del Liceo Vasco-Beccaria-Govone di Mondovì hanno trascorso, insieme al documentarista e antropologo visivo Sandro Bozzolo, loro tutor, due settimane nel museo i cui spazi non sono stati soltanto set delle riprese ma parte integrante e fondamentale di un racconto collettivo. I ragazzi hanno lavorato sulle proprie emozioni e sentimenti in relazione alla pandemia da Covid-19 e a ciò che a loro è stato tolto negando alcuni tra i momenti più belli della loro adolescenza. Il cortometraggio prodotto dai ragazzi intende far comprendere agli osservatori che l’esperienza del lockdown ha dato l’opportunità a tutti di conoscersi meglio e di riuscire ad affrontare le difficoltà in solitudine. Il Video Lab ha permesso di esternare le loro idee ma soprattutto il loro vissuto; si sono potuti esprimere attraverso l’arte del cinema mai sperimentata prima, creando un’opera in cui tutti possono ritrovarsi, rivedersi e riprovare le emozioni e i sentimenti che come loro il protagonista della narrazione ha provato durante la quarantena.

Il regista Sandro Bozzolo è molto soddisfatto del risultato, che verrà presentato al pubblico prossimamente e che nei prossimi mesi potrebbe essere candidato ad alcuni festival di cortometraggi nazionali e internazionali: «Le ragazze e i ragazzi hanno preso estremamente sul serio il lavoro, utilizzando il video come la somma delle altre discipline artistiche: il testo scritto, la fotografia, la sound-art e soprattutto la performance. A partire da un’opera dell’artista Anselm Kiefer esposta in museo, si è scelto di utilizzare il proprio corpo come uno strumento di piena espressività. Tutto questo favorisce un approccio diverso al mezzo audiovisivo: non si è trattato semplicemente di utilizzare il video per valorizzare o comunicare il patrimonio custodito dal Museo, ma di attivare delle possibilità nuove che altrimenti sarebbero rimaste nascoste all’interno delle ragazze e dei ragazzi coinvolti».

«Il Video Lab ha rappresentato un’occasione molto preziosa per il museo, capace di generare un dialogo virtuoso tra i contenuti storici che custodisce e una loro nuova narrazione. Il progetto ha infatti nutrito questa memoria di nuove energie, trasformando il museo in officina di narrazione poetica della memoria indagata – dichiara Christiana Fissore, direttrice del Museo della Ceramica di Mondovì –. Lo straordinario lavoro delle ragazze e dei ragazzi, sapientemente coinvolti dalla regia di Sandro Bozzolo, ha preso liberamente forma sulla base di un progetto preciso, rigoroso sia sul piano del pensiero sia su quello della realizzazione. L’innovazione linguistica da loro operata nelle due settimane di “immersione” in museo è diventata territorio di sperimentazione e di ricerca artistica inaspettata. Il percorso creativo e poetico ha compreso in sé intrecci interdisciplinari, elementi poetici e relazionali con il territorio, riconoscendo nel museo il luogo e lo strumento per la sintesi di questi possibili intrecci».

Il Video Lab chiude il progetto YOM! Youngs Open Museums che, nonostante le difficoltà legate alle riforme scolastiche e dell’alternanza scuola-lavoro e alla pandemia, ha saputo sperimentare, innovare e mettere a punto una metodologia di engagement di nuovi pubblici dei musei vincente e replicabile anche in altri territori e contesti.