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Il sit-in dei Radicali cuneesi contro il nuovo regolamento comunale sull’occupazione del suolo pubblico

3 luglio 2021 | 18:27
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Il sit-in dei Radicali cuneesi contro il nuovo regolamento comunale sull’occupazione del suolo pubblico
Il sit-in dei Radicali cuneesi contro il nuovo regolamento comunale sull’occupazione del suolo pubblico
Il sit-in dei Radicali cuneesi contro il nuovo regolamento comunale sull’occupazione del suolo pubblico

I Radicali hanno risposto a modo loro alla decisione presa dal Consiglio comunale nell’ultima riunione, che prevede che, per occupare il suolo pubblico anche con i banchetti politici siano necessari 15 giorni di preavviso e il pagamento di 32 euro a stand.

Continuano le battaglie dei Radicali cuneesi. Oggi, 3 luglio, gli attivisti si sono ritrovi davanti al Comune di Cuneo per protestare contro il nuovo regolamento che modifica la procedura per la richiesta di suolo pubblico per banchetti politici, che proibisce l’uso di strumenti di amplicazione e revoca l’esenzione all’imposta di bollo (da 32 euro a stand).

Negli ultimi anni, a Cuneo, l’ter per ottenere il suolo pubblico è divenuto complessissimo – avevano dichiarato ieri i Radicali cuneesi – va presentata, in modo analogo alle pratiche edilizie, con SPID la domanda, serve la PEC… Insomma, cose non alla portata di tutti i cittadini. La digitalizzazione della PA dovrebbe de-burocratizzare e semplificare le procedure. A Cuneo ormai si sono inventati l’ufficio complicazioni affari semplici!”

Durante il sit-in di oggi ha preso la parola Filippo Blengino, Segretario dei radicali cuneesi: “Abbiamo chiesto ieri un incontro al Sindaco Federico Borgna. Un regolamento del genere, in cui serve fare la domanda con 15 giorni di anticipo, peraltro con SPID, occorre pagare più di 30 euro, non si possono usare megafoni…puó venire in mente solo a chi é abituato a fare politica nel palazzo, lontano dalla gente. I banchetti politici per strada sono sana politica, fanno bene alla città e al Paese. Ostacolare l’accesso a questo diritto é una gravissima forma di censura.”