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Granda in Azione: “Nuova legge sul gioco d’azzardo è un passo indietro rispetto alla precedente”

Gli esponenti del partito guidato a livello nazionale da Carlo Calenda si sono detti contrariati dalle nuove regole approvate ieri dal Consiglio Regionale nei confronti del contrasto alla ludopatia. Ribezzo: "È dannoso e pericoloso che si torni indietro".

Si è concluso nella giornata di ieri l’iter legislativo che ha portato il Consiglio Regionale del Piemonte ad approvare la nuova legge sulla prevenzione ed il contrasto al gioco d’azzardo patologico, superando la Legge n. 9 del 2016 che fu votata all’unanimità dagli allora componenti del consesso legislativo regionale.
Come già rimarcato nei mesi scorsi, Granda in Azione, coordinamento provinciale del partito guidato a livello nazionale da Carlo Calenda, aveva espresso la propria preoccupazione per l’intenzione della maggioranza che governa la Regione, ed in particolar modo della Lega, di voler abrogare una legge che ha fatto registrare ottimi risultati nei suoi anni di vigenza: numerose ricerche scientifiche infine, elaborate da Cnr e l’Ires, hanno dimostrato l’efficacia dell’applicazione della stessa normativa, rivelando che nel triennio 2017- 2019 il numero di persone che si sono ammalate di gioco d’azzardo patologico ha registrato un calo del 20%.

“Ebbene, oggi, quella che era solo un’intenzione è divenuta realtà, – scrive Granda in Azione – con il risultato che la nostra Regione ha una nuova legge meno rigida rispetto al contrasto al gioco d’azzardo ed alla ludopatia: nei comuni sopra i 5.000 abitanti si ha la riduzione della distanza obbligatoria, da 500 a 400 metri, tra le sale slot e scommesse rispetto a luoghi sensibili come ospedali, compro oro, scuole, bancomat, ed inoltre la nuova legge cancella la retroattività della precedente norma, conseguendone che dovranno attenersi alle regole solo i nuovi esercizi, mentre le attività che avevano rimosso gli apparecchi dopo l’entrata in vigore della norma del 2016 potranno rivolgere istanza di reinstallazione, anche se sono intervenuti cambi di titolarità, senza che ciò sia equiparato a nuova installazione, purché non si superi il tetto massimo esistente a maggio di 5 anni fa.

Inoltre, se le fasce orarie sono tassative (sale gioco e sale scommesse dovranno interrompere le attività dalle 2 alle 10, gli spazi gioco per dieci ore giornaliere complessive, di cui otto ore consecutive nella fascia dalle 24 alle 8 e due ore nella fascia di uscita dalle scuole dalle 13 alle 15), soltanto i gestori potranno decidere se chiudere prima, mentre è stata abolita la facoltà dei Sindaci di intervenire a riguardo, com’era invece previsto nella normativa precedentemente in vigore.

Per tali motivi, Granda in Azione esprime il suo disappunto per l’approvazione della c.d. “legge Leone”, che rischia di sacrificare i buoni risultati raggiunti negli scorsi anni grazie ad un testo che, giova ribadirlo, fu votato da tutte le forze politiche in Consiglio Regionale, proprio per via della prevedibilità della bontà dell’impianto normativo oggi abrogato“.

Alberto Ribezzo, coordinatore del gruppo di Mondovì in Azione, commenta: “Quello in discorso è un tema su cui Azione si è esposta dal principio. Una norma che ha dato ottimi risultati nel contrasto alla ludopatia ha visto ieri il Consiglio Regionale fare un grande, e grave, passo indietro tornando, di fatto, alla situazione ante 2016. In un momento di difficoltà economica come quello attuale riteniamo dannoso e pericoloso che si torni ad avere le slot anche nelle tabaccherie: le forze politiche che hanno proposto, promosso ed ottenuto questo nuovo testo normativo si prenderanno la responsabilità dei questa scelta di fronte, purtroppo, alle tante famiglie che si ritroveranno a fare i conti con questa grave patologia”.