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Al Burattinarte di Bra torna in scena il maestro Giorgio Gabrielli

Il “Moderno Geppetto”, uno dei leader più apprezzati della scena italiana, proporrà il 23 luglio il suo nuovo spettacolo “Legno, diavoli e vecchiette…storie di marionette”.

Il calendario della quarta settimana di Burattinarte si comporrà di un solo appuntamento, ma sarà più interessante e sorprendente che mai.

Protagonista della serata di venerdì 23 luglio sarà Giorgio Gabrielli, uno degli artisti più apprezzati e riconosciuti della scena italiana.

Lo spettacolo che Gabrielli proporrà alle 21.30, nei giardini del Belvedere di Bra, si intitola “Legno, diavoli e vecchiette… storie di marionette”.

Moderno Geppetto, scultore e designer, appassionato di teatro dei burattini, Gabrielli racconta in questo spettacolo la storia di un saltimbanco (… sarà forse la sua storia?) che, dopo anni passati a fare spettacolo con due burattini e un piccolo teatrino montato sulle spalle, si ferma a ripercorrere la sua vita.

Come si diventa burattinai? Quanto è forte il richiamo del viaggio, dell’avventura della scoperta e quanto incide l’amore per il teatro nel decidere di intraprendere questo mestiere? Come nasce uno spettacolo? Cosa ispira l’artista nell’intagliare il burattino in un modo piuttosto che in un altro?

Sono queste alcune delle domande a cui lo spettacolo Legno, diavoli e vecchiette… storie di marionette si impegna a dare risposta… ma altre domande e altre risposte ancora ne scaturiranno, anche grazie ai microspettacoli L’Angiolino, Il diavolo dei campi, La vecchia Madùra, con cui il marionettista sorprenderà il pubblico, rivelandoli come fossero perle preziose, nascoste nella conchiglia della storia principale.

«Lo spettacolo è il risultato di un progetto sulla didattica museale, nato dalla collaborazione di Gabrielli con il Museo Civico di San Benedetto Po, di cui Gabrielli cura, come responsabile, la sezione marionette e burattini», precisano Claudio Giri e Consuelo Conterno, ideatori e direttori artistici di Burattinarte. «In questo progetto Gabrielli ha unito diversi microspettacoli, non per raccontare una storia classica, quanto piuttosto per raccontare la loro stessa storia, in una sorta di teatro nel teatro di pirandelliana memoria. Singolare poi, in questo spettacolo, è la ricerca tecnica sui burattini: una costante sperimentazione sia sui materiali che sulle tecniche per dare movimento rende questi burattini particolarmente curati e sorprendenti. La combinazione di queste modalità narrative, esecutive e delle soluzioni tecniche innovative adottate rende questo spettacolo particolarmente godibile anche per il pubblico adulto, che ne apprezzerà la finezza progettuale, mentre i bambini ne coglieranno la magia».

I direttori artistici della rassegna concludono con una curiosità: «Le scenografie sono formate dalle stesse valige nelle quali sono custodite le marionette che, creando un semicerchio, definiscono lo spazio scenico, interrotto solo da una piccola “baracca” per burattini ricavata da un vecchio zaino della seconda guerra mondiale».