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La Provincia ha dovuto sospendere l’immissione delle trotelle

Il ministero dell’Ambiente ha applicato la direttiva europea di divieto a pesci non autoctoni

Giugno era il mese in cui ogni anno la Provincia concludeva le operazioni di immissione delle nuove trotelle nei torrenti e laghi alpini della Granda. L’operazione di ripopolamento ittico, condotta dalla Polizia locale faunistico ambientale provinciale, quest’anno è stata sospesa dopo le semine di febbraio scorso a causa delle disposizioni del ministero dell’Ambiente che blocca l’immissione di pesci non autoctoni per ripopolare fiumi, torrenti, canali e corsi d’acqua.

La direttiva europea risale a molti anni fa, ma è stata recepita solo ad aprile 2020 nella maniera più restrittiva che vieta in modo assoluto l’immissione di pesci non autoctoni per evitare “l’inquinamento genetico” in fase di riproduzione con le specie presenti in modo naturale. Di conseguenza nelle acque della Granda non è più possibile immettere trote iridee e fario atlantica che erano le più utilizzate nelle semine, mentre si possono inserire le marmorate e fario mediterranea, meno numerose.

La disposizione ha messo in difficoltà anche i produttori delle aziende ittiche da cui la Provincia acquistava ogni anno circa 250.000 trotelle di specie fario di piccole dimensioni (tra i 4 e 6 centimetri). Di conseguenza si registra una notevole carenza di pesci in pianura e nelle vallate, con problemi sul regolare svolgimento della pesca sportiva e ripercussioni anche a livello economico e turistico. Per risolvere il problema si sta valutando la possibilità di introdurre soltanto la trota iridea, una specie sterile ed anche di chiedere una proroga al ministero per cercare di salvare la stagione di pesca, in attesa di altre soluzioni.