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“Il ciclo non è un lusso”: Radicali Cuneo chiede contenimento prezzi assorbenti

Appello al sindaco Borgna affinchè con la Giunta verifichi tale possibilità con Farmacie Comunali srl

L’associazione Radicali Cuneo ha inviato un appello al Sindaco di Cuneo, Federico Borgna, ed a tutti i Consiglieri comunali, affinché la Giunta comunale verifichi con “Farmacie Comunali di Cuneo srl” la possibilità di applicare prezzi contenuti per prodotti igienici femminili, sollecitando inoltre il Governo ed il Parlamento ad intervenire urgentemente. L’iniziativa ha preso spunto da una mozione, approvata negli scorsi mesi dal Comune di Firenze, contro la cosiddetta “Tampon Tax”, impegnando il Sindaco e la Giunta del capoluogo fiorentino ad adoperarsi contro l’imposta sui prodotti igienici femminili essenziali.

Dichiarano Alexandra Casu e Filippo Blengino (Radicali Cuneo): “Il ciclo non è un lusso e noi crediamo che applicare l’aliquota IVA al 22% su questo tipo di prodotti sia totalmente sbagliato. All’estero non è così: per fare degli esempi in Belgio si applica l’aliquota del 6%, in Francia del 5,5%, nei Paesi Bassi del 6%, in Germania 7%, in Irlanda non si applicano tasse su questo tipo di prodotti e nel Regno Unito, addirittura, gli assorbenti vengono distribuiti gratuitamente alle studentesse. Crediamo sia fondamentale, citando il testo di una mozione del Consiglio comunale di Firenze, che anche il nostro Paese riconosca come beni primari i beni igienici femminili affrontando le problematiche legate al “period poverty” e riconoscendo le relative agevolazioni fiscali. Abbiamo quindi scritto ai consiglieri comunali proponendo una mozione che impegni la Giunta di Cuneo ad attivarsi con “Farmacie Comunali di Cuneo srl” per verificare la possibilità di applicare prezzi ridotti su prodotti igienici femminili, sollecitando Governo e Parlamento ad intervenire.’’

L’Italia, infatti, applica l’aliquota IVA più alta per per assorbenti, tamponi, coppette e materiale contraccettivo, pari al 22%. Il ciclo mestruale non è un lusso, e l’Associazione è convinta che, come sugli altri prodotti di prima necessità, anche in questo caso va applicata l’aliquota più bassa.