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Gribaudo: “Perché Cirio e la destra in Piemonte non accettano la normativa contro il gioco d’azzardo?”

La deputata cuneese del PD ha espresso tutto il suo disappunto nei confronti del tentativo del centro-destra piemontese di ridiscutere e cancellare la legge regionale approvata nel 2016 per contrastare la ludopatia.

A seguito della discussione ricominciata nella giornata di ieri a Palazzo Lascaris, in merito alla modifica della legge regionale approvata dalla Giunta piemontese nel 2016, al fine “non di liberalizzare il gioco d’azzardo, ma di salvare molti posti di lavoro e il diritto d’impresa” (parole pronunciate dall’assessore regionale alla Sicurezza Fabrizio Ricca), le opposizioni hanno espresso tutto il loro disappunto.

Tra le voci più autorevoli intervenute nel dibattito spicca sicuramente quella della deputata cuneese del PD Chiara Gribaudo, che in un post su Facebook ha scritto: “Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico.

Vi ricordate quando la destra piemontese era stata costretta a ritirare la sua proposta per favorire il gioco d’azzardo? Purtroppo non è ancora finita, ci stanno riprovando.

È ripreso oggi in consiglio regionale l’esame del ddl che abolisce la legge voluta dal centrosinistra, per limitare la presenza delle slot vicino a scuole, ospedali e altri luoghi sensibili, e salvaguardare tante famiglie in difficoltà che rischiano di cadere nella spirale del gioco.

Perché Cirio e la destra in Piemonte non accettano questa normativa? Quali sono i rapporti fra la destra e la lobby dell’azzardo?

Continuano a dire che lo fanno per non distruggere posti di lavoro, dimenticando quante vite e quanti lavori ha distrutto la ludopatia. Tutti stanno denunciando i rischi di un ritorno al passato, a partire dalle associazioni che lottano contro questa dipendenza.

Basta con questa storia, la legge sul gioco in Piemonte deve rimanere così com’è! Grazie a tutti i consiglieri del Gruppo PD del Piemonte, che la stanno difendendo, Raffaele Gallo, Domenico Rossi e Domenico Ravetti”.