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Fiorente attività di spaccio tra Cuneo e Savigliano: le condanne

Colpevoli tre soggetti, tutti di origine domenicana

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Nei giorni scorsi sono arrivate le prime condanne emesse nell’ambito dell’operazione “Taxi Diablo” condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Cuneo che, nel giugno del 2020, dopo più di un anno di indagini, aveva posto fine ad una fiorente attività di spaccio di cocaina e hashish avviata da tre soggetti, tutti di origine domenicana, nell’hinterland di Cuneo e Savigliano. Inizialmente erano stati determinanti i servizi di pedinamento che  avevano permesso di trarre in arresto  una giovane coppia di domenicani (A.L.R.S classe 1991  e R.S.C classe 1987)  trovata in possesso di circa 70 grammi di cocaina (50 grammi “in pietra”, rinvenuti nel corso di una perquisizione personale,   ed altri 20  grammi suddivisi in altrettante dosi occultate in un appartamento).

Le successive testimonianze di altri tossicodipendenti, clienti della coppia, hanno permesso ai poliziotti di ricostruire la fitta “rete “di tossicodipendenti solita a  rifornirsi dai due pusher e le modalità dei loro incontri. Infatti, gli arrestati erano soliti muoversi  nel centro di Cuneo e in quel di Savigliano a bordo di un suv di grossa cilindrata trasportando le dosi di sostanza stupefacente pronte per la cessione agli impazienti clienti che venivano raggiunti direttamente a domicilio  (da qui il nome dell’operazione).

Le successive indagini permettevano agli investigatori di individuare un altro soggetto (G. E classe 1993), sempre di origini domenicane, che risultava rifornire la coppia ed altri tossicodipendenti, attività mai interrotta neanche anche durante il lungo periodo del lockdown.

Con la sentenza pronunciata nei giorni scorsi il G.I.P Dottor Alberto Boetti con rito abbreviato ha emanato le seguenti pene. A.L.R.S condannato alla reclusione di anni 5 mesi 4 ed euro 22 mila di multa, nonché la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni e la sospensione della potestà genitoriale per 10 anni. R.S.C condannato alla reclusione di anni 4 mesi 8 ed euro 20 mila di multa, nonché la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni. G.E  condannato alla reclusione di anni 7 mesi 2 ed euro 30 mila di multa nonché la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni.

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