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Eccidio italiano in Tessaglia, sindaco di Boves tende la mano a viceministro greco foto

A Peveragno il "mea culpa" di Maurizio Paoletti ("noi italiani siamo stati vittime della guerra, ma talvolta siamo stati anche carnefici e dobbiamo riconoscerlo") che propone un gemellaggio con la città greca di Domenikon dove nella quale vennero uccisi 150 civili

“Boves è la prima città martire d’Italia. Il 19 settembre 1943 (dunque pochi giorni dopo l’armistizio dell’8 settembre) è stata incendiata dalle truppe naziste. Un parroco e numerosi cittadini sono stati barbaramente trucidati. Sono state bruciate tantissime case. Un episodio che si è ripetuto altre due volte: nel dicembre del 1943 e nel gennaio del 1944. La nostra è una città che ha due medaglie d’oro: una al valor militare e una al valor civile”. Inizia così l’intervento del sindaco di Boves, Maurizio Paoletti, nel corso di un incontro con il viceministro greco al turismo Vicky Loizou tenutosi nella mattinata di oggi (sabato 19 giugno) nella sala consiliare del Comune di Peveragno e organizzato dal Comune di Peveragno.

Maurizio Paoletti Peveragno

Alla presenza degli altri sindaci dei paesi componenti l’Unione Montana Alpi del Mare (Paolo Renaudi con la vice Vilma Ghigo per Peveragno, Claudio Baudino per Chiusa di Pesio, Bruno Viale con la vice Graziella Viale per Roaschia e Giacomo Gaiotti per Valdieri), il sindaco Paoletti ha proseguito: “Boves è già gemellata con un’altra città italiana, Castello di Godego (provincia di Treviso) che ha pagato cronologicamente per ultima un tributo in vite umane il 29 aprile 1945, e con la città francese di Mauguio in cui opera un’associazione molto simile alla nostra Scuola di Pace. Quest’anno, inoltre, abbiamo siglato un gemellaggio con la cittadina tedesca di Schondorf Am Ammersee dove è sepolto il comandante tedesco che firmò la strage di Boves. Lo abbiamo fatto nell’ottica di una riconciliazione che deve però essere universale. Noi italiani siamo stati vittime della guerra, ma talvolta siamo stati anche carnefici e dobbiamo riconoscerlo. Abbiamo fatto anche cose brutte, in particolare nei confronti della Grecia che abbiamo invaso e, posso dire, ciò che i tedeschi hanno fatto a Boves, gli italiani lo hanno fatto a Domenikon in Tessaglia dove uccisero circa 150 civili greci. Siccome io ho ricevuto le scuse della città tedesca di Schondorf Am Ammersee, oggi mi sento di dover porgere le mie scuse come cittadino italiano per quello che i nostri padri e i nostri nonni hanno fatto a voi”.

All’incontro, a rappresentare l’amministrazione comunale di Boves, era presente anche l’assessore Enrica Di Ielsi, che già segue il gemellaggio con la città tedesca di Schondorf Am Ammersee, e che spiega come l’amministrazione comunale bovesana sia intenzionata sin da subito a passare dalle parole ai fatti: “abbiamo preso contatti con il viceministro Vicky Loizou per il nostro progetto di gemellaggio con la città di Domenikon in Tessaglia che sin da subito inizieremo a sviluppare”.