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Domani al Teatro Civico di Caraglio la presentazione del nuovo libro su Giorgio Buridan

Il volume, a cura di Maria Silvia Caffari, si intitola “Fatti e persone della mia vita”, ed è edito da Nerosubianco Edizioni. Un modo per ricordare un grande protagonista della vita culturale caragliese a vent’anni dalla sua scomparsa.

Verrà presentato domani alle ore 10, nel Teatro Civico di Caraglio, “Fatti e persone della mia vita”, la nuova edizione della autobiografia di Giorgio Buridan edita da Nerosubianco e curata da Maria Silvia Caffari. Una personalità importantissima, ultimo discendente del filosofo francese Jean Buridan, che trascorse gran parte della sua vita a Torino e a Stresa, dove partecipò tra il 1943 e il 1945 alla lotta clandestina, che proseguì imbracciando le armi nell’Ossola. Dopo la guerra fu autore di teatro e di televisione, lavorando per il Terzo Programma della Rai e per la RSI (Radio Svizzera Italiana). Dal 1991 alla sua morte, nel 2001, abitò a Caraglio, partecipando attivamente alla vita culturale della zona.

Di lui e della sua autobiografia scrisse Carlo Luigi Torchio nel 2002 su Provincia Granda: “Tutta intera, la vita di Buridan dall’infanzia alla giovinezza, dal tempo della lotta clandestina a quello delle collaborazioni radiofoniche o degli scritti per il teatro… una biografia così ricca di fatti, incontri, persone, da farci ripercorrere un po’ tutta la storia civile e letteraria del ’900… una folla di personaggi, tra cui molti di primo piano. Suddiviso con molta semplicità in tre tempi (Anteguerra, Resistenza e Dopoguerra), il racconto si articola in ventisei capitoli, densi di fatti e di esperienze. Anche i lontani ricordi dell’infanzia o della fanciullezza non toccano solo genitori e parenti, ma si allargano dall’ambito familiare a note figure di poeti o di scrittori (come Carlo Emilio Gadda, guardato con infantile curiosità prima, e solo più tardi con grande ammirazione). E più importante di tutte, la conoscenza con Ezra Pound, dal quale riceve una indimenticabile lezione sulla poesia e sullo stile. Ancora più vari i capitoli sulla Resistenza. Qui le figure celebri si susseguono numerose, dalla vita politica (Ferruccio Parri, Umberto Terracini, Edgardo Sogno, Leo Valiani…) al teatro (Anton Giulio Bragaglia e il Teatro degli Indipendenti); dal mondo della cultura (Franco Antonicelli, Massimo Mila) a noti esponenti della poesia del ’900. E a molti di questi illustri nome (Clemente Rebora, David Turoldo, Vittorio Sereni) viene dedicato un capitolo molto denso, con precisione di note e con rievocazioni puntuali, che fanno rivivere ai nostri occhi – specie nelle scene di dialogo – quelle singolari figure. Ci resta la suggestiva testimonianza di una vita intensa tesa a metter in luce volti e incontri che hanno segnato un’esistenza operosa sino alla fine e impegnata a lottare per i valori in cui fermamente credeva”.