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Busca esempio di città cardioprotetta

Quasi il 10% della popolazione abilitata all'uso del Dae e 19 dispositivi sul territorio. Ripresi i corsi, tante le richieste di partecipazione

Dopo il periodo di sospensione forzata a causa della pandemia, ieri sera si è tenuto un nuovo corso di formazione del progetto Persone di Cuore – Busca Città Cardioprotetta, voluto dal Comune insieme con la Cri Busca.

Le iscrizioni hanno raggiunto in poco tempo il numero massimo di posti disponibili: “Cercheremo – dice il consigliere comunale delegato alla Sanità e medico volontario della Cri Jacopo Giamello, curatore dell’iniziativa – di organizzare prossimamente nuovi appuntamenti, perché con grande rammarico abbiamo dovuto rimandare diverse richieste. Certamente, possiamo dire che a Busca il messaggio del progetto è stato recepito perfettamente e in molti sono consapevoli di quanto sia importante avere una conoscenza base delle tecniche salvavita, dal massaggio cardiaco, all’uso del defibrillatore automatico esterno alle manovre di disostruzione delle vie aeree.  Sono circa 800, per la precisione 790,  gli abilitati che hanno seguito i nostri corsi, questo numero, pari a circa il 10% della popolazione esclusi i bambini,  insieme a quello delle  postazioni DAE (defibrillatori) ad uso pubblico,  che sono ora  19, fa di Busca davvero un esempio nel panorama nazionale”.

L’importanza di questo tipo di prevenzione è balzata agli occhi di tutti nella partita di calcio del Campionato Europeo in cui il calciatore Eriksen della Danimarca ha avuto un grave malore e si è potuto constatare che un defibrillatore a portata di mano e un corretto massaggio cardiaco possono davvero salvare la vita.