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Blengino e i Radicali: “Perché in molte case di riposo si applicano ancora i protocolli dello scorso inverno?”

Il gruppo radicale dice la sua rispetto ad una questione centrale in questi giorni: l’impossibilità di molte famiglie di avvicinarsi ai propri cari ospiti in varie strutture nonostante i vaccini e il pieno rispetto dei protocolli.

Il dibattito ha cominciato ad accendersi nei giorni scorsi, quando diversi cittadini, sparsi un po’ per tutta la privincia, hanno cominciato a stupirsi per il trattamento riservato ai loro parenti ospiti in varie case di riposo, che continuano ad adottare gli stessi protocolli restrittivi degli scorsi mesi pur avendo ormai vaccinato tutti i degenti che vivono al loro interno. Continua ad essere difficile, per gli anziani, vedere i propri cari “dal vivo”, senza l’ostacolo di un vetro, oppure fare delle brevi passeggiate all’aria aperta, nei paesi. Ad esprimersi per primi sulla questione sono stati i Radicali cuneesi, sempre molto attenti alle questioni di importanza sociale e sanitaria come quella di cui si sta parlando.

In modo particolare hanno espresso la loro opinione la psichiatra Gemma Macagno e il Segretario Filippo Blengino. La Macagno ha commentato la situazione con queste parole: “Dopo il rischio Covid19, oggi la patologia prevalente è la depressione. Persone tagliate fuori dalle relazioni sociali e dai contatti umani, escluse dal contesto di appartenenza, radiate dai loro soliti ruoli, avulse dal loro quotidiano… Ma è ancora vita questa? L’abbandono è la realtà tragica di questo periodo della loro vita. Peggio di quanto si potessero aspettare, con una sofferenza talmente grande che anche la morte viene ad essere invocata come una liberazione. Eppure, si era loro detto che, se si fossero sottoposte a vaccinazione, avrebbero riavuto le libertà, sospese a loro tutela. Ma nulla di tutto questo è per ora vero. Restano davanti a loro le lunghe giornate per ricordare chi tra loro è già morto, per Covid o altro, ma tutti quanti con il dolore della solitudine abbandonica e la noia infinita alternata al rimpianto. Davvero non si possono cambiare le disposizioni in corso? Eppure, al personale religioso sono consentiti accessi, negati a figli, nipoti, amici. Siamo in attesa di spiegazioni…”.

Il Segretario, sulla stessa linea della psichiatra, si è anche soffermato sul tema del personale sanitario no-vax dichiarando: “Apprendiamo che in alcune case di riposo gli anziani sono soggetti ai rigidi protocolli applicati durante i picchi della pandemia. Ora che i nostri genitori e nonni, ospitati nei ricoveri, sono stati tutti vaccinati, perché continuare a tenerli reclusi? Sappiamo che l’ASL effettua tamponi gratuiti a qualsiasi parente voglia andare a trovare un proprio caro in una RSA, ma i protocolli sono decisi in autonomia. Molti anziani sono isolati da troppo tempo, ed i danni psicologici sono davvero troppo gravi. Purtroppo, c’è un tasso di personale no-vax ancora alto, per questo crediamo fermamente che chi non si vuole vaccinare, e lavora a stretto contatto con persone fragili, vada in questa fase allontanato, perché non fare il vaccino significa mettere a rischio la salute e la libertà altrui”.