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“Quale sviluppo del lavoro a Cuneo?”: l’analisi di Giancarlo Boselli

Secondo il candidato sindaco alle prossime elezioni comunali "serve un salto di qualità. Rompere l’isolamento stradale e ferroviario. Dare spazio all’Areoporto collegandolo ad almeno due hub europei importanti, per convogliare sulla nostra bella provincia un numero alto di visitatori"

Attraverso un lungo post pubblicato sul suo profilo facebook in occasione della “Festa dei Lavoratori”, Giancarlo Boselli, ex vicesindaco di Cuneo e candidato alle elezioni comunali del 2022, si interroga su quale sia il futuro del lavoro a Cuneo.

“Da quando – si legge – è stata istituita nel 1890 ( anticipata al 21 aprile dal 24’ al 44’ dal regime fascista), il mondo è profondamente cambiato. Le trasformazioni hanno modificato pesantemente le percentuali che vedevano fino al boom degli anni 60, prevalere i settori dell’agricoltura e dell’industria. La globalizzazione e l’apertura dei mercati ha creato una concorrenza di bassi costi di lavoro (sfuttamento esasperato) che rendono difficile la competizione dei nostri prodotti sui mercati internazionali. La cosa è accentuata da una totale assenza di politica industriale e di investimenti nella ricerca da parte dell’Italia. Naturalmente non può essere la strada giusta, quella di tornare indietro, riducendo stipendi e salari e diritti, aumentando in modo sfrenato solo la produttività. Occorrono meccanismi di regolamentazione globale che diano gli stessi trattamenti ai lavoratori in un numero più vasto possibile di Paesi. E su questo le organizzazioni sindacali sono indietro. Così come è necessario trovare un punto giusto di intesa per i pensionamenti a 41 anni per garantire un ricambio e a chi ha lavorato tutta la vita, qualche anno di meritato riposo. Ma c’è un’altra sfida che ci riguarda più direttamente e da vicino. Come difendere il lavoro? Come crearne di nuovo. Oggi non è certo festa per chi è disoccupato. E più in dettaglio dove possiamo far crescere l’occupazione nella nostra città e nel bacino dei comuni che fanno la grande Cuneo?”.

“In modo particolare – aggiunge Boselli – a fronte di molti settori che sono saturi e anzi ridurranno ancora gli occupati ed altri che non assumeranno più o lo faranno poco. Intanto si deve difendere la più grande azienda della città, l’Ospedale, che deve rimanere in Cuneo, il suo alto livello di servizi e quindi l’occupazione, che, in quel settore può crescere solo se la nostra sanità avrà la capacità di raggiungere di nuovo altissimi gradi di qualità nelle sue strutture soprattutto. Altrimenti anche la sanità cuneese perderà molti posti di lavoro”.

“Il capoluogo – spiega l’ex vicesindaco di Cuneo – con il suo parco fluviale e il suo polo canoistico, le sue vallate con montagne attrattive tutto l’anno, possono essere protagoniste del rilancio dell’ economia e dell’occupazione locale. I settori del turismo, quello alberghiero e della ristorazione, del commercio e degli sport di montagna ( maestri di sci e guide alpine) non solo invernali, anzi, se ben coordinati, possono creare una grande sinergia e attrattiva sul nostro territorio, dando impulso all’agricoltura e all’allevamento di qualità di cui possediamo ottime risorse. Anche il settore dello spettacolo e della musica ha grandi opportunità da offrire per integrarsi con gli altri e rendere più attrattive le nostre valli e la nostra città. Bisogna avere coraggio di investire in questi settori, il coraggio di fare marketing per far conoscere all’Italia e all’Europa il nostro territorio e le risorse che già oggi, semisconisciute, attraggono un buon numero di visitatori”.

“Ma serve un salto di qualità – conclude Boselli. – Rompere l’isolamento stradale e ferroviario. Dare spazio all’Areoporto collegandolo ad almeno due hub europei importanti, per convogliare sulla nostra bella provincia un numero alto di visitatori. Solo così l’occupazione avrà un futuro più solido e buono”.