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Presentato a Saluzzo il modello di rete dei gruppi integrati di presa in carico, previsto dal progetto Terres Monviso “IncL_Invecchiare bene”

Venerdì 14 maggio si è svolto a Saluzzo un confronto tecnico sulla presentazione del modello di rete dei Gruppi integrati di presa in carico, al quale hanno preso parte più di cinquanta operatori sociali e sanitari

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Venerdì 14 maggio si è svolto a Saluzzo l’incontro “Gruppi integrati di presa in carico GIPIC: verso la sperimentazione del modello di rete”, un confronto tecnico organizzato dal Consorzio Monviso Solidale con la partecipazione di ASL CN1 e Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, i soggetti attuatori italiani del progetto singolo n. 5163 IncL – Bien Vieillir / Invecchiare Bene, che fa parte del Piano Integrato Territoriale PITER Terres Monviso.

L’incontro, al quale hanno preso parte più di cinquanta operatori sociali e sanitari, si è tenuto negli spazi della Fondazione Amleto Bertoni, presso l’ex Caserma Musso, ed era focalizzato sulla presentazione del modello di rete dei GIPIC, acronimo per Gruppi Integrati di Presa In Carico,  che verrà sperimentato nelle 6 vallate coinvolte dal Progetto ( Valle Varaita, Po, Bronda e Infernotto, Maira, Grana e Stura).

Con la creazione di questa rete si intende sperimentare un nuovo modello di presa in carico delle persone fragili che vivono nel territorio delle valli del Saluzzese e del Cuneese: il modello operativo prevede la costituzione di un gruppo di operatori per ciascuno dei sei comparti territoriali, composto da assistenti sociali, infermieri, operatori socio-sanitari, educatori professionali e volontari locali in numero variabile e a seconda delle necessità specifiche. Proprio la collaborazione tra le diverse professionalità, spesso già presenti e attive sui territori ma talvolta in scarso dialogo tra loro, e la presa in carico integrata sono il cuore della sperimentazione, al fine di migliorare la risposta ai bisogni e garantire a chi vive in montagna, in luoghi isolati e magari in solitudine, di invecchiare bene a casa propria, senza sentir venire meno l’appartenenza ad una comunità.

«I nostri servizi devono sapersi adattare alle esigenze del territorio – ha puntualizzato in avvio dei lavori Giuseppe Migliaccio, direttore del Consorzio Monviso Solidale –, essere dinamici e in grado di seguire l’evoluzione della comunità che ci accoglie: proprio lavorare all’interno delle comunità territoriali dev’essere il nostro obiettivo, così come in passato lo è stato perseguire l’integrazione tra i servizi sociali e quelli sanitari, ormai un dato acquisito e regolamentato che ci permette di guardare oltre e di intensificare la collaborazione con l’ASL e con i nostri colleghi del Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese».

I GIPIC attueranno una sperimentazione della durata di dodici mesi e nella quale saranno presi in carico da sei a dieci persone per ciascuna valle. Per ogni persona presa in carico verranno verificati i reali bisogni, attraverso una scheda di analisi e valutazione che è in corso di completamento e che è stata presentata durante il confronto di venerdì 14 maggio, e verranno messi in atto gli interventi necessari a migliorarne la qualità di vita.

«Non si tratta di prevedere lavori diversi o in più rispetto a quelli che già si fanno ma di cambiare la mentalità di come essi si svolgono – ha precisato Gabriele Ghigo, direttore del Distretto Nord-Ovest dell’ASL CN1 –: attraverso la creazione di reti tra professionalità diverse aumentano la produttività e la risposta operativa alle necessità del territorio».

Attraverso la sperimentazione, che sarà monitorata dalle figure professionali coinvolte a cui sarà richiesto di compilare un diario delle attività svolte, si raccoglieranno dati utili per effettuare una valutazione conclusiva sull’efficacia del progetto.

«Non è un progetto nato per caso ma al contrario è un programma pilota sul quale abbiamo ragionato molto, immaginando un percorso che potesse essere sostenibile e virtuoso, in grado di coinvolgere in modo efficace la comunità» ha precisato Enrico Giraudo, responsabile dell’Area Progetti e Qualità del Consorzio Monviso Solidale.

L’avvio del progetto arriva dopo una attenta analisi delle necessità e dei bisogni dei soggetti fragili residenti nelle sei vallate coinvolte dal Progetto INCL., di cui è stata data ampia presentazione durante l’incontro.

I gruppi di valle si costituiranno tra maggio e giugno e il prossimo 25 giugno è in programma un incontro intervallivo tra le varie equipe«per conoscersi e condividere i criteri con i quali saranno individuati i soggetti fragili» – come riferito da Carla Bruno, dell’Area Progetti e Qualità del Consorzio Monviso Solidale.

«La sperimentazione sarà il momento in cui tutto il grande lavoro di progettazione fatto in questi mesi da più attori troverà effettivamente applicazione – ha detto Sara Marchisio, dell’Ufficio Europa e Progettualità del Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese –: ogni gruppo di lavoro potrà appropriarsene e declinarlo sul campo, dove se ne potrà apprezzare la validità in concreto».

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