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“Nuovo ricorso al TAR per Piazza Europa”: l’annuncio dell’associazione “Di piazza in piazza”

“Ora che l’Amministrazione intende trasformare in definitivo il terzo progetto sulla piazza, senza troppo curarsi dell’impegno finanziario e senza preoccupazioni circa le irregolarità urbanistiche, proprio ora, non possiamo abbandonare piazza Europa”.

Scrive l’Associazione “Di Piazza in Piazza”.

La vicenda del parcheggio sotterraneo in piazza Europa, già opportunamente archiviata con un nulla di fatto nel lontano 2005, ha ripreso inopinatamente nuova vita nel secondo mandato dell’Amministrazione Borgna. Per cinque anni abbiamo seguito lavori consiliari, decisioni di giunta, studiato i cambiamenti nei progetti, seguito l’alternarsi contraddittorio di decisioni amministrative, parlato con tante persone, scritto lettere ed esposti. Una cosa non abbiamo mai capito: il testardo accanimento dell’amministrazione Borgna su questa piazza. Una cosa non abbiamo mai ottenuto dalla maggioranza che governa la città: ascolto e considerazione per le tremila firme raccolte per dire no ad una falsa “riqualificazione “di piazza Europa.

Come abbiamo sempre sostenuto, intorno a questo progetto ruotano i temi del verde in città, della mobilità sostenibile, del consumo di suolo, della correttezza procedurale, della sostenibilità finanziaria ed un tema che li racchiude tutti: la contrarietà dei cittadini che è aumentata ad ogni ridisegno di quello spazio. Ora che l’Amministrazione intende trasformare in definitivo il terzo progetto sulla piazza, senza troppo curarsi dell’impegno finanziario e senza preoccupazioni circa le irregolarità urbanistiche, proprio ora, non possiamo abbandonare piazza Europa ed abbiamo deciso, assieme ad una rappresentanza di abitanti, di appellarci nuovamente al TAR.

Con questo ultimo ricorso, ancora una volta, intendiamo riaffermare che chi si candida ad amministrare una città non può prestare attenzione alle persone solo nel momento (utile) del voto e poi dimenticarsi di loro quando si tratta di adottare decisioni destinate ad incidere pesantemente sulla qualità delle loro vite. Questo purtroppo è successo a Cuneo, con il beneplacito delle forze politiche di maggioranza a cui hanno fatto eccezione solo alcuni gruppi di minoranza con cui abbiamo confrontato posizioni, ragionamenti ed azioni. La nostra decisione di ricorrere al TAR è insieme una questione di merito ed un modo estremo per riaffermare il diritto dei cittadini comuni ad essere ascoltati: ad esso non intendiamo abdicare, anche oltre la futura sentenza, fino a che si concretizzerà la prospettiva di consegnare la Piazza, così come è attualmente, all’Amministrazione che verrà. Con essa, ci auguriamo, potremo finalmente cominciare a pensarne il rinnovamento, con la modalità di una reale e leale collaborazione fra Amministrazione, progettisti e cittadini.

Il 28 aprile il Comune di Cuneo ha ricevuto la notifica del nostro ricorso in cui chiediamo al TAR di sospendere il progetto fino a che l’Amministrazione non avrà chiarito, come stabilito dalla sentenza del luglio 2019, le persistenti ambiguità del Piano Regolatore sulla zona di intervento e fino a quando venga dimostrata la effettiva possibilità di ottenere i finanziamenti del Piano Periferie su un progetto che non ha rispettato le tempistiche fissate dal bando e si è sempre più differenziato da quello originario sia sotto il profilo costruttivo che sull’impegno finanziario di denaro pubblico. Affronteremo i costi del ricorso autotassandoci ed accettando il sostegno economico di quanti, condividendo la nostra azione, vorranno offrircelo. Chi volesse sostenere l’Associazione può fare un versamento sull’IBAN: IT68 W 05034 10200 000000210519.