Quantcast

Coinvolgerà anche il Comune di Busca il progetto Kintsugi

Con il nome dell’antica arte giapponese che utilizza l’oro per riparare e riunire i cocci, un progetto a favore dei bambini e degli adolescenti vittime di maltrattamento, finanziato dalla Regione

Coinvolgerà anche il Comune di Busca il progetto Kintsugi (dal nome dell’antica arte giapponese che utilizza l’oro per riparare e riunire i cocci) a favore dei bambini e degli adolescenti vittime di maltrattamento, finanziato dalla Regione Piemonte e che ha come capofila la cooperativa sociale Armonia e coinvolge il territorio di competenza dell’Asl CN 1 con i relativi distretti sanitari. A Busca sarà seguito dagli assessorati comunali delle Politiche sociali, famigliari e pari opportunità e dalla cooperativa Insieme a Voi.

“E’ molto importante – dicono le assessore Lucia Rosso e Beatrice Aimar  – poter cogliere questa opportunità. Si tratta di un progetto  complesso e innovativo che affronta un problema reale verso il quale occorre approcciarsi con particolare competenza e professionalità”.

La durata dell’iniziativa è  triennale e sarà presentata  giovedì 3 giugno  alle ore 11, sui canali social della cooperativa sociale Armonia: insieme con Maria Letizia Chiotit, presidente della cooperativa,  interverranno i referenti degli enti gestori territoriali, Asl e Regione per sottolineare l’importanza del progetto e la qualità della rete di partenariato, a partire dalla presenza determinante delle istituzioni pubbliche e dei consorzi socio-assistenziali. Nello stesso appuntamento gli operatori del privato sociale spiegheranno, attraverso un video, gli aspetti salienti, le specificità e gli obiettivi operativi di Kintsugi.

“Kintsugi – spiega Chiotti – è uno dei 18 progetti nazionali finanziati dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Grazie a questo progetto possiamo giocare una partita molto importante. Kintsugi è un cambiamento rispetto alla sensibilità operativa e culturale della comunità professionale cuneese: qui, gli operatori sociali pubblici e privati, insieme agli attori della comunità educante, sono protagonisti di un approccio d’intervento integrato rispetto alla formazione, alla prevenzione e all’accompagnamento del sistema familiare. Il progetto sensibilizza la comunità educante rispetto al tema del maltrattamento, potenzia ed innova le 4 comunità residenziali, che per la prima volta lavoreranno in rete, in un’ottica di rigenerazione dei legami affettivi e familiari”.

L’obiettivo di Kintsugi è ricercare una differente modalità di azione, favorendo un processo di coinvolgimento della famiglia, della comunità educante e dei servizi, attraverso la sperimentazione di una nuova metodologia basata su tecniche di individuazione e accudimento delle risorse naturali residue e delle motivazioni di cura nella famiglia d’origine, dal recupero delle funzioni genitoriali a forme di restorative justice per autori e co-autori di maltrattamento.

La cooperativa sociale Armonia è referente di una fitta rete di partenariato: oltre alla Regione Piemonte, all’Ufficio territoriale Scolastico e all’Asl CN1, quattro enti gestori pubblici (consorzio socio assistenziale del Cuneese, consorzio per i servizi socio assistenziali del Monregalese, consorzio Monviso Solidale, servizi sociali dell’Unione Montana Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Val Bormida), otto partners del privato sociale (Animazione Valdocco, Caracol, COS, Emmanuele, Fiordaliso, Insieme a Voi, Momo, Proposta 80), due enti formatori (La Strada, Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti), ActionAid nel ruolo di Child Safeguarding Expert, l’Istituto Italiano di Valutazione nel ruolo di soggetto valutatore, Forcoop nel ruolo di ente per il monitoraggio.

Kintsugi – dice Franco Fioretto, direttore di Neuropsichiatria Infantile dell’Asl –  agisce per potenziare i servizi esistenti: li rafforza e li innova ampliando il raggio d’azione degli interventi di prevenzione del fenomeno, segnalazione e presa in carico precoce delle situazioni fragili e a rischio. Rispetto alle situazioni già in carico, sperimenta modelli integrati orientati ad un potenziamento delle competenze genitoriali. L’innovazione rispetto ai servizi residenziali riguarda il modello sperimentale dell’accompagnamento all’intero sistema familiare maltrattante”.

La metodologia adottata prevede un lavoro condiviso e partecipato che sappia accogliere storia, cultura e legami originali del minore, riavvicinando i frammenti. Kintsugi fa infatti riferimento ad un’antica arte giapponese che utilizza l’oro per riparare e riunire i cocci, creando “cicatrici d’oro”. Una filosofia che invita ad abbracciare il danno, senza vergognarsi delle ferite. Riparato con cura, l’oggetto danneggiato accetta e riconosce i propri trascorsi e diventa più forte, più prezioso di quanto non fosse prima di andare in frantumi. Una metafora che illumina di nuova luce il processo di resilienza e il percorso di crescita di bambini ed adolescenti.