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Blengino (Radicali Cuneo): “Perchè si possono creare assembramenti nelle chiese ma non si può andare in palestra?” foto

Il Segretario dei Radicali cuneesi analizza la situazione, che definisce "paradossale", per cui durante le funzioni religiose non valgano le stesse regole che sono costrette a rispettare tutte le altre attività. "In chiesa non ci si contagia?" è la domanda implicita contenuta nelle sue dichiarazioni.

Filippo Blengino, Segretario dell’Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei, in seguito ad una celebrazione religiosa a cui ha partecipiato lo scorso sabato, rimanendo colpito dalla quantità di fedeli presenti e dalle scarse attenzioni nelle procedure di contenimento del contagio a cui siamo ormai abituati, ha espresso il suo punto di vista attraverso un lungo post su Facebook.

Mentre ristoranti, bar, pizzerie e cinema stanno timidamente riaprendo le porte con rigidissimi protocolli e alcune disposizioni che sfiorano il ridicolo, come quella sul consumo consentito solo nei dehors, in un Paese in cui palestre e piscine sono chiuse da tempi immemorabili, le piste da sci non hanno mai aperto, in cui l’amarezza e la rabbia dilagano e dei ristori per le partite iva non si vede manco l’ombra, esiste un luogo dove ci si può assembrare senza problemi, dove tutti possono sedersi uno accanto all’altro, al chiuso, senza il rischio di incorrere in sanzioni: le Chiese! La mia breve ma intensa esperienza avviene sabato scorso, quando (ahimè) ho dovuto partecipare ad una funzione alla parrocchia Cuore Immacolato di Maria di Cuneo, alla presenza del Vescovo Piero Delbosco.

Mentre guadavo preti scambiarsi il microfono senza mascherina, fedeli ammassati senza distanziamento (come dimostrato anche dalle foto da me realizzate), comunione data dal Vescovo senza dispositivi di protezione individuale, persone che leggevano alcuni passi del Vangelo dal microfono senza mai disinfettare nulla, ho pensato ai tanti bar sanzionati per presunte violazioni delle disposizioni di prevenzione sanitaria, ai reparti di terapia intensiva pieni ed ai malati che soffrono soli in ospedale. Ecco, mi chiedo se, a livello scientifico, sia più probabile contagiarsi in una situazione come questa o in bar, cinema, palestre o altri luoghi di socialità con accessi contingentati, rigidi protocolli e controlli. A livello giuridico invece mi domando dove stia scritto che il diritto costituzionale alla fede sia superiore, ad esempio, al diritto di fare un congresso politico in una sala. Se effettivamente venissero garantite misure di sicurezza nelle Chiese, e se anche qui ci fossero controlli, non ci sarebbe proprio nulla di strano… Perché i preti possono celebrare ed io non posso partecipare in presenza ad un congresso di un partito? Perché i fedeli possono creare assembramento, ma io non posso andare in palestra? Perché le Chiese possono riempirsi, ma cinema, teatri e musei hanno riaperto da poco, con molti opportuni limiti? Qualcosa non funziona!”.