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Tenda bis, incontro a Roma sulle proposte progettuali di ripresa dei lavori

Il presidente Borgna partecipa oggi 21 aprile al vertice con il vice ministro Morelli

Il presidente della Provincia Federico Borgna è a Roma oggi mercoledì 21 aprile con i rappresentanti delle altre istituzioni locali per il Tenda bis. L’incontro al ministero delle Infrastrutture e della Mobilità si svolge alle 12 con il vice ministro Alessandro Morelli che, dopo essere stato a Limone per un sopralluogo al cantiere il 22 marzo scorso, illustrerà le proposte progettuali per la ripresa dei lavori. Sono quelle che farà anche il Governo italiano alla Commissione intergovernativa per i collegamenti nelle Alpi del Sud (Cig) già fissata per il 5 maggio prossimo, sede della decisione definitiva.

Oltre a Borgna, partecipano alla riunione il sindaco di Limone Massimo Riberi, il prefetto di Cuneo Fabrizia Triolo e l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi. All’appuntamento di Roma, oltre ai vertici Anas, c’è anche il commissario straordinario per il Tenda bis Nicola Prisco nominato da pochi giorni con la firma del decreto che ha anche confermato i 139 milioni di euro per il cantiere sopra Limone, inserito nelle 58 infrastrutture prioritarie in Italia.

Diverse le ipotesi progettuali per ripartire dopo i pesanti danni al cantiere causati dall’alluvione del 2 e 3 ottobre 2020. La prima, sostenuta da Anas, è di arretrare dall’uscita in Francia il tunnel storico, così da farlo confluire nella nuova canna del traforo in modo da superare con un unico ponte il vallone Rio della Cà nel quale a ottobre si è verificata la grande frana che ha distrutto i due ponti esistenti. L’altra ipotesi è di abbassare il piano viario dei due trafori per perdere dislivello e uscire oltre la frana. Una soluzione che eviterebbe ogni rischio idrogeologico, ma che si presenta più complessa da realizzare e costosa perché aumenta la lunghezza delle gallerie di circa 300 metri. Oggi il costo per finire l’opera è calcolato intorno ai 139 milioni di euro.

Anche la proposta francese dell’istituto incaricato “Cerema” prevede due diverse iptoesi. La prima assomiglia a quella di Anas, con un ponte unico in acciaio a doppio senso di marcia sul Vallone della Cà per scavalcare la frana, davanti alla nuova canna in costruzione (costo previsto 7,5 milioni). La seconda ipotesi prevede due ponti per ciascuna delle gallerie che rimarrebbero separate all’uscita (costo circa 7,1 milioni). Lo studio ipotizza anche la costruzione di un ponte provvisorio per la riapertura del traffico nel tunnel storico mentre i lavori di costruzione della nuova canna sono in corso.

L’ipotesi di un solo ponte ha trovato il sostegno anche dell’associazione “Uniti per il Tenda” che ha commissionato ad un geologo uno studio di fattibilità che pare giungere alle stesse conclusioni del viadotto unico Anas. Tramontata invece l’ipotesi di una revisione completa del progetto con un tunnel più a bassa quota che era stata proposta dai sindaci della valle Vermenagna. A otto anni dall’avvio (2013), gli scavi nel tunnel di raddoppio hanno di poco superato 1,5 km su 3,3 km totali. A fine Ottocento, con ben altre attrezzature, in otto anni fu realizzato il tunnel storico che all’epoca era il più lungo d’Europa.