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Sala del Commiato per funerali laici, la risposta del Comune non soddisfa i Radicali cuneesi

L’associazione Radicali Cuneo aveva incontrato, lo scorso 20 gennaio il sindaco Borgna per cominciare a parlare concretamente della struttura. Dopo due mesi, la risposta della Giunta non dà segnali di impegno concreto da parte del Comune.

Radicali e UAAR (Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti) hanno ricevuto la risposta scritta del Sindaco di Cuneo, Federico Borgna, in merito alla creazione di una sala del Commiato per i funerali laici. Lo scorso 20 gennaio proprio una delegazione guidata da Filippo Blengino aveva incontrato il Sindaco e l’Assessore Serale nella sala della Giunta del palazzo comunale. Lo stesso Borgna aveva esclamato, in risposta alle argomentazioni dei promotori, “sfondate una porta aperta”, impegnandosi ad individuare un luogo e (perlomeno) inaugurare i lavori per istituire la sala, considerati anche i numerosi ordini del giorno già approvati in Consiglio comunale. Entro due mesi la Giunta doveva rispondere ai firmatari della petizione, per cui erano state raccolte firme durante l’estate scorsa per le vie cittadine.

Risposta che non ha trovato la soddisfazione dei promotori della petizione, che replicano al Sindaco per bocca di Gemma Macagno (Radicali): “Oltre al richiamo alla normativa nazionale relativa al tema, non v’è traccia nella risposta di un impegno concreto da parte del Comune. Riprendiamo perciò il discorso in modo costruttivo: suggeriamo che entro trenta giorni si incarichi una/un dipendente comunale di conseguire l’idoneità a “Cerimoniere” prevista dalla legge per i compiti inerenti e, possibilmente, nello stesso arco di tempo si proponga un locale idoneo.

Continua la Psichiatra cuneese: “Esiste un progetto già redatto da uno studio cuneese e di cui ci ha parlato Cristiana Del Prete, vedova dell’avv. Nello Streri, già Vicesindaco ed Assessore alla Cultura in epoche precedenti. Proponiamo che lo si esamini e se ne verifichi la possibilità di utilizzo. Occorre prestare attenzione e concretezza, per non andare alle calende greche.”