Quantcast

Ristori case di riposo, Granda in Azione: “che fine han fatto risorse di gennaio?”

Si faccia in fretta nell'erogazione

Scrivono Michele Valsecchi (Valli Monregalesi in Azione) e Andrea Vassallo (Saluzzo in Azione) di Granda in Azione.

Lo scorso dicembre, quando alla Camera l’on. Enrico Costa ha presentato un ordine del giorno sulle case di riposo, recepito dal Governo, la Regione Piemonte si impegnò a sostenere il settore socio-assistenziale, uno fra quelli che più ha avvertito le conseguenze negative in termini di contrasto alla pandemia. A nostro avviso, infatti, le case di riposo hanno un ruolo fondamentale sul territorio e vanno assolutamente garantite e tutelate, sia per l’aspetto socio-assistenziale che rivestono, che in termini di risparmio sulla sanità pubblica.

I costi che le residenze per anziani hanno dovuto affrontare da un anno a questa parte hanno gravato in modo preponderante sui bilanci delle strutture, con l’aggravante che alcune di esse si trovavano già in passivo di bilancio prima dell’inizio della pandemia. A gennaio il Consiglio Regionale  ha approvato la legge che stanzia oltre 40 milioni di euro in qualità di ristori per queste strutture. La scelta della Giunta Regionale, approvata dal Consiglio, quali intoppi sta incontrando nel proprio percorso?

Il rischio che sta correndo l’intero settore socio-assistenziale è riferito alla possibile chiusura di un elevato numero di strutture: per questo motivo è indispensabile che la valutazione delle domande di accesso ai contributi, formulate nelle scorse settimane dalle RSA, abbia un preciso e veloce iter di valutazione.
Mai come in questo caso, infatti, sono indispensabili tempi brevi per dare sostegno e futuro a queste realtà: all’impegno politico deve fare seguito l’efficienza della burocrazia affinché  il settore abbia immediati segnali concreti perché ne va dell’assistenza agli utenti e delle condizioni di lavoro del personale impiegato all’interno delle strutture stesse. Si tratta di risorse necessarie per mantenere i requisiti minimi di sanificazione delle strutture consentendo anche agli operatori di svolgere la propria attività lavorativa in totale sicurezza.