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“Rigenerare tessuto commerciale per salvare corso Giolitti e dintorni da degrado”

Lorenzo Pallavicini: "molti politici hanno puntato l’indice contro la vile aggressione alla troupe televisiva di Mediaset in corso IV Novembre ma pochi si sono domandati il perché una parte di quello che fu il salotto della città, è diventata sempre più preda di violenze e vandalismi"

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Scrive Lorenzo Pallavicini, ex attivista del Movimento 5 Stelle cuneese.

In questi giorni molti politici hanno puntato l’indice contro la vile aggressione alla troupe televisiva di Mediaset in corso IV Novembre ma pochi si sono domandati il perché una parte di quello che fu il salotto della città, è diventata sempre più preda di violenze e vandalismi.

I problemi di questo quartiere non nascono negli ultimi mesi, ma iniziarono circa quindici anni fa, quando una politica di gigantismo commerciale, che permise l’insediamento di un numero eccessivo di centri commerciali fece sì che il commercio in quella parte di altopiano sfiorisse, schiacciato tra affitti troppo esosi e la concorrenza dei centri.

Il commercio locale che rendeva vivibile quella zona della città, frequentata anche dalla popolazione residente, si è ridotto molto a scapito dell’insediamento di nuove attività commerciali che, purtroppo, si sono rivelate soprattutto ad uso e consumo delle varie etnie residenti sull’altopiano, finendo per spingere i cittadini cuneesi a scegliere altre aree per lo shopping e le passeggiate.

Se il multiculturalismo è una forza tuttavia, in questa parte della città, ha finito, purtroppo, per creare una sorta di enclave autonoma del tessuto commerciale, figlia anche di una debole interazione tra i cittadini locali e i negozi etnici e di una integrazione che deve migliorarsi per fare della pluralità di culture una forza e non un limite.

Chiunque governi la città nel futuro, farebbe bene  a costruire un piano per il commercio del centro di Cuneo, favorendo l’insediamento di nuove attività “made in Cuneo” e strappando al degrado aree che, invece, dovrebbero essere una vetrina per la città, vista anche la vicinanza alla stazione ferroviaria (inaccettabilmente decaduta ancora di più a luogo fantasma dopo la scomparsa dell’edicola).

La politica si deve ricordare che, accanto all’estirpare la violenza e l’illegalità, serve creare le necessarie opportunità, di lavoro e di vita, altrimenti la pulizia non servirà e, nel lungo termine, i fenomeni criminogeni di cui sono vittime i residenti di corso Giolitti alta e dintorni torneranno.

 

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