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La risposta dell’Assessore Marco Gabusi circa l’abbattimento delle barriere architettoniche della stazione di Savigliano

L’assessore regionale ai Trasporti ha fatto chiarezza in merito all’innalzamento delle banchine per agevolare l’accesso ai treni. “Entro il 2023 tutte le 48 stazioni piemontesi coinvolte vedranno conclusi i lavori”.

La stazione di Savigliano rientra nel vasto programma nazionale definito “500 stazioni”, che prevede l’innalzamento dei marciapiedi di circa 30 cm per consentire l’accesso al treno in autonomia anche agli utenti con mobilità ridotta, oltre all’installazione di ascensori per l’accesso ai binari. Di fronte alle crescenti polemiche per il mancato inizio dei lavori in tutte e 48 le stazioni piemontesi coinvolte nel progetto, l’Assessore ai Trasporti Mario Gabusi ha risposto, in Consiglio Regionale, con queste parole.

“Tale programma, essendo nazionale, risulta totalmente a valere sulle risorse del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e non è cofinanziato dagli Enti Locali e dalla Regione Piemonte. Parliamo perciò di un programma autonomo e indipendente dalle volontà complessive delle Regioni e degli Enti Locali.  

 In questo programma per il Piemonte rientrano 48 stazioni. È evidente che una tale mole di lavoro porta con sé un po’ di ritardo in questo periodo di emergenza sanitaria. Non vi sono dubbi che tutti gli interventi nelle stazioni sono importanti e che il Comune di Savigliano ha fatto bene a chiedere di procedere tempestivamente, ma è anche vero che non si può fermare un altro lavoro per fare andare avanti questo, data anche la complessità della capacità progettuale e aggiudicatrice dei lavori da RFI.

 Non si tratta perciò di mancata volontà da parte di RFI o di scarsa attenzione, ma di una mole di lavoro davvero ampia rispetto alle 48 stazioni in Piemonte. Quindi, la Regione, pur interfacciandosi con RFI per molte altre problematiche, su questa materia può incidere poco. RFI si è perciò data un cronoprogramma che prevede l’intervento a Savigliano nel 2023.

 Ci sono stazioni dove i lavori sono già partiti, ma eviterei di fare la battaglia tra le 48 per capire qual sia la più importante; c’è un cronoprogramma di RFI, finanziato dal Ministero e tutte le stazioni, chi prima chi dopo, avranno i loro interventi

 In un momento come questo è fondamentale avere investimenti così corposi ed è essenziale che procedano, anche se non con i tempi previsti perché c’è giocoforza qualche ritardo, e che arrivino alla realizzazione degli interventi. La Regione, da questo punto di vista, può certamente fare attenzione che questi investimenti non vengano stralciati o accantonati.

 Attualmente RFI prevede la cantierizzazione degli interventi nella stazione di Savigliano nel 2023 e credo che si debba essere trasparenti con le Amministrazioni comunali nello spiegare che, come spesso accade per i lavori pubblici, in un cronoprogramma c’è qualcuno che arriva prima e qualcuno che arriva dopo”.