Quantcast

Il numero di imprese straniere in provincia di Cuneo batte la pandemia: +3,7%

Il presidente Mauro Gola "La componente femminile rappresenta più di un quarto delle imprese straniere registrate, un imprenditore straniero su cinque è un giovane, mentre sale ogni anno il numero delle società di capitale, nonostante la preponderanza di ditte individuali"

Il numero di imprese straniere iscritte a fine 2020 presso il Registro imprese della Camera di commercio di Cuneo è di 4.197 unità, guidate per il 25,6% da donne e per il 20,7% da giovani. Tuttavia, a dispetto di una numerosità in costante aumento all’interno del sistema economico cuneese, occupano un peso inferiore (6,3%) rispetto alla media piemontese (10,9%).

Nemmeno l’ampiezza della crisi che ha investito l’economia nel 2020 ha arrestato la dinamica di crescita dell’imprenditoria straniera nella nostra provincia – sottolinea il presidente Mauro Gola –. La componente femminile rappresenta più di un quarto delle imprese straniere registrate, un imprenditore straniero su cinque è un giovane, mentre sale ogni anno il numero delle società di capitale, nonostante la preponderanza di ditte individuali. Le imprese straniere si stanno a poco a poco strutturando e, da presenza marginale, si stanno trasformando in una componente significativa del tessuto produttivo provinciale.”

Malgrado il protrarsi di condizioni economiche poco favorevoli, la componente straniera del tessuto imprenditoriale locale continua a mostrare una vivacità superiore rispetto al complesso totale delle imprese cuneesi. Nel corso del 2020, a fronte della nascita di 453 attività, si sono registrate 299 cessazioni (valutate al netto di quelle d’ufficio) con un saldo positivo di 154 unità. Il tasso di crescita raggiunto è del +3,7%, diversamente dalla totalità del tessuto imprenditoriale che ha registrato una variazione negativa (–0,6%). Esaminando l’andamento dei tassi di crescita degli ultimi cinque anni, si evidenzia come alla dinamica negativa della totalità delle imprese della Granda si sia contrapposta la performance di segno “più” delle imprese straniere. L’analisi dei flussi sottolinea un evidente dinamismo sia sul fronte della natalità (+10,8%) che della mortalità (+7,1%), in entrambi i casi superiori ai rispettivi indici calcolati per l’intero universo delle imprese cuneesi (+4,4% e +5,0%).

Anche per il 2020 il settore in cui le aziende straniere sono maggiormente presenti si conferma quello delle costruzioni, con 1.305 attività registrate. Malgrado le difficoltà che hanno investito il comparto edile, la variazione dello stock risulta, infatti, positiva (+4,1%). Le attività commerciali accolgono quasi un quarto delle 4.197 aziende a conduzione straniera, con un andamento positivo (+1,8%). Quanto alla dinamica esibita dagli altri principali settori di specializzazione, assistiamo all’espansione della base imprenditoriale sia nei servizi di alloggio e ristorazione (+2,9%) sia nell’agricoltura (+6,1%).

L’analisi per forma giuridica segnala una maggiore incidenza di ditte individuali nelle realtà guidate da stranieri rispetto al tessuto imprenditoriale provinciale valutato nel suo complesso (rispettivamente l’80,3% rispetto al 62,5% del totale imprese). Le società di persone e le società di capitale annoverano entrambe l’8,6% delle aziende a prevalente conduzione straniera, quote che salgono rispettivamente al 22,3% e al 13,0% nella media generale. Simile, per i due aggregati, è, invece, la rilevanza residuale delle altre forme, il cui peso si attesta rispettivamente al 2,5% e 2,2%.