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Coldiretti Cuneo, la ripartenza all’aperto non salva la situazione degli agriturismi Cuneesi

L’agroalimentare registra vino e cibi invenduti per 11,5 miliardi di euro da inizio pandemia

La riapertura di bar, ristorante e agriturismi è attesa da quasi un italiano su tre (30%) che la considera la priorità davanti all’8% dei cittadini che aspetta di andare a un concerto o a uno spettacolo teatrale mentre il 6% ha, infine, come obiettivo quello di tornare in palestra.

È quanto emerge da un sondaggio condotto online sul sito www.coldiretti.it diffuso in occasione dell’entrata in vigore del decreto anti-Covid firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che prevede riaperture dal 26 aprile. La ripartenza del servizio al tavolo all’aperto per la ristorazione – precisa la Coldiretti – vale quasi un miliardo di euro in fatturato dal 26 aprile fino al primo giugno quando sarà prevista anche la possibilità di accedere all’interno dei locali.

“Gli agriturismi – evidenzia Giuseppe Buttieri, presidente di Terranostra Cuneo – sono sicuramente i luoghi che maggiormente offrono agli ospiti la possibilità di stare in ampie aree all’aperto a contatto con la natura. Certo nella Granda il clima del periodo, soprattutto la sera, non favorisce ancora l’ospitalità all’aperto e cosa più importante, non permette la necessaria programmazione che è indispensabile per riprendere l’attività. Detto ciò, pur vedendo con favore la riapertura, siamo consapevoli che non risolverà la situazione drammatica del nostro comparto agrituristico nell’immediato. Le nostre strutture sono pronte e, fin da subito, hanno riorganizzato i loro ampi spazi al meglio per garantire il rispetto delle misure anti contagio e per essere comunque vicini ai cittadini speriamo, pertanto, di poter presto recuperare una ‘normalità’ lavorativa che ci permetta di offrire ai clienti una proposta adeguata e nel pieno rispetto delle regole”.

“L’agriturismo – evidenzia Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo –  svolge un ruolo centrale per la vacanza Made in Cuneo post Covid perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità per garantire il rispetto delle distanze sociali ed evitare l’affollamento. Le difficoltà si registrano a valanga su tutti i settori dell’agroalimentare con vino e cibi invenduti per un valore di 11,5 miliardi dall’inizio della pandemia”.

“Dalla carne, ai salumi, dal vino ai formaggi – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – sono diversi i prodotti alimentari cuneesi di eccellente qualità che trovavano sbocco principalmente nella ristorazione di alto livello. Per questo è fondamentale far ripartire il turismo e la ristorazione, non solo con lo spazio all’aperto, per evitare il rischio di una estate senza stranieri in vacanza e per dare linfa all’economia del nostro territorio”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it