Quantcast

Anche la monregalese Danila Ghigliano aderisce alla “protesta artistica” Art is Present

L’iniziativa, ideata dalla curatrice di mostre e storica dell’arte torinese Margaret Sgarra, ha raccolto l’adesione di diversi artisti in tutta italia. L’obiettivo è quello di portare una sedia e un’opera di fronte a un museo per protestare contro l’immobilismo di cui, da più di un anno, sono costretti i luoghi dell’arte.

Nel marzo del 2020, a seguito del conclamarsi della crisi pandemica, in Italia, come in altri luoghi, è stato necessario prendere drastici provvedimenti al fine di contenere la diffusione del Coronavirus-2 (SARS-CoV-2). In breve tempo, anche musei e spazi espositivi sono stati costretti a chiudere le porte al pubblico.

Tali provvedimenti, imposti nelle prime fasi dell’emergenza, risultavano, in quel momento, pienamente giustificati. Tuttavia, a un anno di distanza, al settore artistico non è stata ancora data l’opportunità di ripartire: negli ultimi 12 mesi i luoghi dell’arte hanno chiuso e riaperto a intermittenza, mostre ed eventi sono stati cancellati o rimandati a data da destinarsi. Si vive nell’incertezza, senza una minima possibilità di pianificare, programmare, organizzare alcunché. L’incapacità della politica di intervenire su questo tema è un fatto inspiegabile, disarmante, soprattutto se si considera che nei luoghi destinati all’arte, sarebbe facilmente possibile sanificare e mettere in sicurezza gli ambienti, contingentare le entrate e praticare un distanziamento maggiore rispetto a tanti altri posti in cui oggi è possibile recarsi, senza commettere violazioni.

Certo, prima o poi anche l’arte uscirà dal tunnel di immobilismo in cui si trova attualmente, anche grazie alla campagna vaccinale e, quel momento si spera sia vicino. Ma ormai è troppo tardi per tornare indietro: nulla cancellerà il fatto che, tra il 2020 e il 2021, l’arte è stata abbandonata, e con essa, tutte le persone che ruotano intorno a questo mondo. L’arte non è una semplice attività ricreativa: per alcune persone è un lavoro, per altre è un momento di evasione, ma soprattutto è un diritto. Godere della bellezza di un’opera d’arte, potersi immergere in mondi sublimi e lontani, riflettere su determinate tematiche tramite la fruizione di opere artistiche, è un diritto di tutti e tutte e questo diritto non può essere rimpiazzato da uno schermo, né tanto meno rimandato ad un futuro non meglio precisato: l’arte è un diritto che non può essere sacrificato.

In Italia, dopo oltre un anno, il mondo della cultura continua a soffrire l’indifferenza della classe dirigente. Lavoratori e lavoratrici del settore artistico si trovano in una condizione di abbandono e le nuove generazioni di curatori/curatrici, di artisti/artiste ecc. – che stavano iniziando a muovere i primi passi verso questa direzione all’inizio della pandemia – ora si trovano nello sconforto perché privi di qualsiasi forma di sostegno e di possibilità di programmare e progettare l’avvenire. Ma questo disagio lo vivono anche le persone che normalmente si recano nei luoghi dell’arte per ritagliarsi uno spazio dove coltivare il proprio intelletto, per nutrire la propria anima, per vivere momenti di socialità.

L’arte deve oggi rivendicare la sua presenza, non ci si può accontentarci di surrogati (webinar, mostre online, ecc.).

Il silenzio in cui ci hanno lasciato deve diventare assordante e per questo desidero lanciare un appello: l’invito che rivolgo agli artisti e alle artiste è quello di compiere un gesto di protesta:

– recarsi individualmente davanti ad un luogo dell’arte (museo, galleria, spazio espositivo, ecc.),

– portare con sé una sedia e una propria opera,

– scattare una foto o fare un video da condividere sui social con l’hashtag #artispresent, taggare i canali social dell’iniziativa o inviare privatamente il materiale a uno di essi (FacebookInstagram: art.is.present).

Chi non riuscisse a recarsi di fronte a luoghi specifici, potrà aderire all’iniziativa scattando la foto per strada o su un marciapiede. Ciò simboleggerà lo stato di abbandono in cui versa l’arte in questo momento.

L’invito a partecipare a questa protesta non è rivolto soltanto agli artisti e alle artiste, ma a tutti e tutte coloro che desiderino mostrare la propria solidarietà: in questo caso, al posto delle opere d’arte, si potranno porre su una sedia fogli con la scritta “ART IS PRESENT” o inventare altre forme creative per prendere parte all’iniziativa.

Tutto ciò dovrà essere fatto nel rispetto della collettività e della salute pubblica, senza creare assembramenti o situazioni che potrebbero favorire il contagio. I social saranno utilizzati non solo per la condivisione dei video e delle foto ma anche come spazi in cui avanzare delle proposte concrete che verranno veicolate alle istituzioni di riferimento. Si tratta di una protesta pacifica, silenziosa, creativa…e artistica! All’iniziativa ha partecipato anche l’artista monregalese Danila Ghigliano, postando la foto di una sedia con appoggiata una sua opera nel centro di Torino.
L’idea del progetto trae ispirazione dalla celebre performance di Marina Abramović, “The Artist is present”, che ebbe luogo presso il MoMA di New York, nel 2010. Per circa tre mesi, migliaia di persone si recarono al MoMA nella speranza di potersi sedere per pochi minuti su una sedia, in silenzio, di fronte a Marina Abramović e instaurare con lei, una forma di contatto. In quei momenti nasceva uno scambio, un dialogo, una simbolica relazione tra artista e individuo, tra l’arte e il fruitore attraverso un elemento imprescindibile dell’arte: la presenza.

La stessa che in questo ultimo anno ci è stata sottratta.  Art is present!