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Tragedia al carcere “Cerialdo” di Cuneo: un detenuto si è tolto la vita

IL SARAP (Sindacato Autonomo Ruolo Agenti/Assistenti) della Polizia Penitenziaria: "il personale di Polizia Penitenziaria non ha potuto adoperarsi per mettere in atto interventi utili ad evitare quanto accaduto"

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Tragedia al carcere di Cuneo dove nella notte tra il 20 e il 21 marzo un detenuto si è tolto la vita. “L’uomo è morto suicida – si legge in una nota del S.A.R.A.P. (Sindacato Autonomo Ruolo Agenti Penitenziaria) – all’interno della propria cella dove il personale di Polizia Penitenziaria non ha potuto adoperarsi per mettere in atto interventi utili ad evitare quanto accaduto, dovuto dalla grave carenza di personale che oggi attanagliano tutti gli istituti sul territorio nazionale, e il più  delle volte vede impegnato un solo agente a coprire più posti di servizio anche su piani differenti”.

“Il detenuto – si legef ancora – era affetto da  problemi psichiatrici, il SARAP (Sindacato Autonomo Ruolo Agenti/Assistenti) della Polizia Penitenziaria, ritiene non più gestibile questa tipologia di detenuti all’interno delle sezioni detentive  e come già in altre occasioni ci siamo pronunciati sul problema riteniamo di prevedere la gestione di tale tipologia di detenuto in strutture idonee al difuori dei circuiti penitenziari con personale sanitario idoneo e non da Poliziotti Penitenziari che non conoscendo la materia  si improvvisano  in una assistenza momentanea trovandosi in grande difficoltà nel gestire questa tipologia di detenuto”.

“Questa tipologia di detenuti particolari, negli istituti, interferiscono – conclude la nota – con il giusto trattamento spettante alla restante popolazione detenuta tanto evocato dalle norme vigenti  carceraria per un reinserimento del detenuto nella società. Il SARAP per non risultare in futuro un consapevole complice  di una legge”Madia” che ha portato un taglio non più sopportabile di personale di Polizia Penitenziaria rilevato in tutti gli istituti Penitenziari, chiede che venga colmata quella carenza di personale  reale riscontrata nelle piante organiche della Polizia Penitenziaria. Il SARAP mostra piena vicinanza a quel personale appartenente al ruolo agenti/assistenti che quotidianamente si vede turbare da eventi critici, al quale non  è messo nelle condizioni di intervenire con mezzi e uomini adeguati da parte di un’amministrazione  che è  sempre più  distante dai problemi reali che si vivono in periferia”.

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