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Super Marta nella storia: “Dietro a questa coppa c’è un grandissimo lavoro”

L’alpina di Borgo San Dalmazzo a 25 anni scrive un’altra pagina importante della sua carriera

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Mai quarto posto è stato più benedetto. Perché, anche se non è salita sul podio, per Marta Bassino il piazzamento a 59/100 dal terzo posto significa comunque portare a casa ufficialmente la Coppa del Mondo di Gigante, un risultato ad inizio stagione sperato ma non certo.

L’alpina di Borgo San Dalmazzo a 25 anni scrive un’altra pagina importante della sua carriera e lo fa sulle nevi di Jasna che sette anni fa l’avevano laureata campionessa del mondo Juniores proprio tra le porte larghe. Quattro vittorie stagionali, il terzo posto a Plan de Corones avevano posto le basi per la conquista della sfera di cristallo che premia la migliore gigantista della stagione, ma mancava ancora il sigillo finale.

Sono solo tre le azzurre che prima di Marta Bassino avevano conquistato la Coppa del Mondo di Gigante: Deborah Compagnoni nel 1997, Denise Karbon nel 2008 e Federica Brignone un anno fa.

Queste le parole della regina del Gigante di questa stagione: “Oggi è un giorno bellissimo, mi sono davvero emozionata quando mi è stato detto che la Coppa era ufficialmente vinta. Questo risultato racchiude tutti i buoni risultati della stagione, a partire dalla vittoria a Soelden: iniziare con quella è stato importante, perché stavo sciando bene già da prima e sono riuscita a portare tutto in gara. Poi a Courchevel è servita anche l’uscita. Inoltre la doppia vittoria di Kranjska Gora è stato un gran colpo. Infine i podi di St. Anton e Kronplatz. Questo mi rende orgogliosa del lavoro che ho fatto. Questa stagione mi ha fatto crescere tanto, nell’affrontare le gare e ogni altra cosa. C’è un percorso alle spalle. Di giorno in giorno si impara e si cresce. Io sono convinta che da sola non sarei riuscita ad arrivarci: alla base c’è il lavoro del team che ho alle spalle. Devo ringraziare la mia famiglia, il fan club, l’Esercito, la Fisi, gli sponsor che mi supportano sempre, nei momenti più belli e in quelli più difficili. Adesso che mi sono tolta questo peso dalle spalle ci sarà modo di fare ancora delle belle gare a Lenzerheide, alle Finali, e infine di festeggiare”.

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