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Piemonte zona rossa, parrucchieri ed estetisti chiusi: “Il Governo non ci considera”

La denuncia giunge da Cna Benessere e Sanità, che ha richiesto attenzione e sostegno, oltre alla possibilità di riaprire queste attività anche con l'attuale fascia cromatica. E, intanto, cresce il fenomeno dell'abusivismo

Parrucchieri, barbieri ed estetisti chiusi in zona rossa: accade anche in Piemonte, tanto che la delegazione di Cna Benessere e Sanità ha deciso di fare sentire la propria voce.

I suoi rappresentanti, le cui parole sono state riprese dall’agenzia ANSA, sottolineano come sia divenuta “intollerabile la totale disattenzione del Governo nei confronti delle imprese di acconciatura ed estetica. Chiediamo segnali immediati di attenzione, modificando le modalità per ottenere i contributi a fondo perduto e permettendo ad acconciatori ed estetiste di riprendere la propria attività anche in zona rossa”.

“Il settore – proseguono –, a tutela di clienti e dipendenti si è dotato di tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie. Non è un caso che saloni di acconciatura e centri estetici, in questi mesi, non abbiano rappresentato fonte di contagio. Tali imprese garantiscono, infatti, la massima sicurezza anche perché, lavorando su appuntamento, non generano assembramenti. La chiusura delle attività legali, inoltre, sta provocando il dilagare dell’abusivismo”.

Nel 2020 il 94% delle imprese di acconciatura ed estetica ha registrato una perdita media di fatturato pari al 25% rispetto al 2019. Dunque, “solo una su cinque potrebbe ricevere i nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegno se fosse mantenuta l’attuale soglia del 33% di perdita del fatturato”.