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Piemonte, 25-30% di disdette vaccino AstraZeneca

Dopo la morte di un docente a Biella, nonostante sia stato certificato che questa non è stata causata dal siero della società anglo-svedese, boom di rinunce tra i cittadini, soprattutto fra il personale scolastico

Tra il 25 e il 30% di disdette in Piemonte, addirittura con un picco del 31% a Torino città, che, insieme a Napoli, è quella in cui si è registrato il maggior numero di rinunce: sono i dati connessi al vaccino AstraZeneca, attorno al quale, nonostante le rassicurazioni ufficiali di Ema e di Aifa, vige ancora molto timore.

Pesa, in tal senso, la morte dell’insegnante 57enne di Biella, che, nonostante l’autopsia abbia chiarito come non vi sia nessun nesso tra il siero inoculato e il malore accusato dalla vittima, rappresenta un freno psicologico per molti piemontesi.

Tra i docenti, per esempio, su 672 convocazioni si sono presentati presso gli spot di vaccinazione in 463.

Statistiche preoccupanti, che giungono in un periodo nel quale il Piemonte non può permettersi troppi rallentamenti, visto il delicato quadro Covid esistente: quarta regione per numero di contagi e decessi e terza per degenti in terapia intensiva.

“Veniamo da mesi di grande dolore, paura e sofferenza – ha asserito il governatore, Alberto Cirio –, ma tutto questo può finire se tutti saremo vaccinati”.