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Nobel per la Pace a medici e infermieri italiani? Dr. Galaverna: “Orgogliosi e onorati”

Il Presidente dell'Ordine delle professioni Infermieristiche della Provincia di Cuneo a Cuneo24: "vorremmo un riconoscimento concreto per tutti gli sforzi messi in campo prima, durante e dopo la pandemia, con l’augurio che si risolva presto"

Dopo la proposta della Fondazione Gorbachev e di Lisa Clark è stata confermata la candidatura al Premio Nobel per la Pace ai medici ed infermieri italiani.

La motivazione è legata a come hanno affrontato questa emergenza sanitaria che tutt’ora continua.

In merito il dottor Remo Galaverna, Presidente dell’Ordine delle professioni Infermieristiche della Provincia di Cune, ha dichiarato a Cuneo24:

In questi giorni abbiamo appreso con molto orgoglio la candidatura del corpo sanitario italiano al Nobel per la pace 2021, notizia che, per gli infermieri, ci onora e ci gratifica per tutti gli sforzi che nell’ultimo anno abbiamo messo in campo per affrontare la pandemia da covid-19 che ha colpito l’intera nazione. Da marzo 2020 l’Italia si è trovata ad affrontare un’emergenza unica nel suo genere, che ha stravolto condizioni di vita, di lavoro, ha messo in stand-by tutta la normalità che fino a quel momento non ci rendevamo conto di quanto fosse importante. Gli infermieri da subito, come sempre, anche senza i riflettori puntati addosso, hanno dimostrato un senso di servizio, di attitudine, di umanità verso il prossimo, una professionalità e non una missione, svolta con spirito di sacrificio e abnegazione unica nel suo genere. Gli infermieri si sono presi sempre cura dell’uomo come accezione unica dell’essere umano, senza distinzione di genere, di razza, di appartenenza politica e sociale. Le gratificazioni e i riconoscimenti rinnovano negli infermieri una sorta di spinta per poter andare avanti e per far comprendere a tutti che si sta svolgendo al meglio il proprio lavoro.

Una riflessione è comunque d’obbligo sul fatto che gli infermieri durante quest’anno difficile sono stati più volte gratificati sui media, dalle persone, sui social, ma purtroppo hanno anche subito violenze fisiche e mediatiche; gli infermieri sono stanchi, provati e anche delusi dal fatto che sovente le gratificazioni sono fine a se stesse senza azioni concrete che valorizzino la professione. Un dato preoccupante è la carenza di infermieri presenti su tutto il territorio nazionale: dati ISTAT confermano che nel raffronto con il livello internazionale la situazione degli organici infermieristici in Italia non è tra le migliori. Sarebbe quindi necessario – a prescindere dal dato e dalle evidenze sulla carenza emerse durante la pandemia – un aumento dei posti per la laurea in infermieristica, aumento sollecitato anche a livello internazionale dall’OCSE che ha sottolineato nei suoi ultimi rapporti lo squilibrio tra il rapporto medici-infermieri in Italia e quello degli altri Paesi e anche nel rapporto medici-abitanti e infermieri-abitanti. Nel primo caso nei paesi occidentali più avanzati il rapporto medici-infermieri (a tutti i livelli) è almeno di 1:3 (tre infermieri per medico), cosa che in Italia secondo l’OCSE si ferma a una media di 1:1,5 (la metà) con una carenza di oltre 53-55mila unità, di cui almeno 30mila da dedicare al territorio che ha avuto un netto rilancio nel post
COVID anche con le previsioni di inserimento di 9.600 infermieri di famiglia/comunità per presidiare da un lato le situazioni create dalla pandemia, dall’altro l’assistenza ai più fragili. Nel secondo caso (solo dipendenti dal SSN) il rapporto medici per mille abitanti è in media OCSE di 3,5 e l’Italia raggiunge i 4, mentre quello infermieri per mille abitanti è in media OCSE di circa 9 mentre l’Italia si ferma a 5,6. Inoltre che gli infermieri italiani percepiscono uno stipendio inferiore rispetto alla media europea.

Concludendo, siamo orgogliosi di far parte, di questa categoria di professionisti essenziali al Sistema Sanitario in questo momento così delicato e della candidatura al Nobel per la pace 2021, ma vorremmo un riconoscimento concreto per tutti gli sforzi messi in campo prima, durante e dopo la pandemia, con l’augurio che si risolva presto.”