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Commercianti di Villanova Mondovì scrivono al sindaco: “Sconti le tasse e cancelli le more”

Raccolte circa 25 firme da parte di titolari di bar, ristoranti, pizzerie, agenzie di viaggio, centri estetici e palestre

Il tessuto commerciale di Villanova Mondovì chiede aiuto al sindaco, Michelangelo Turco. Lo fa attraverso una missiva, sottoscritta da circa 25 titolari di bar, ristoranti, pizzerie, agenzie di viaggio, centri estetici e palestre, duramente colpiti dalla crisi economica derivata dall’emergenza sanitaria tuttora in essere nel nostro Paese.

“Abbiamo subìto chiusure forzate a partire dall’11 marzo 2020, aperture a singhiozzo e la possibilità di esercitare solo vendita da asporto o consegna a domicilio – esordiscono nella lettera i negozianti –. Pertanto, Le chiediamo di valutare le nostre proposte per poter avere un po’ di ossigeno e la possibilità di continuare a resistere e non tirare giù la serranda tutti insieme, con conseguente desertificazione del paese”.

In particolare, come avvenuto in altri Comuni, i commercianti villanovesi hanno invocato interventi puntuali sui tributi comunali, nello specifico la TARI, la tassa sulla pubblicità e il plateatico. “Certi che Lei sarà sensibile davanti alle nostre difficoltà, siamo disponibili a un incontro per discutere le nostre proposte e confidiamo vengano prese in considerazione e attuate”, aggiungono.

TARI. “Alcune rate della TARI 2020 già non siamo riusciti a pagarle e ora ci arriveranno con ulteriori interessi di mora. Le chiediamo la possibilità di saldarle senza ulteriori aggravi, che peserebbero sui nostri esigui bilanci”. Inoltre, “Le domandiamo nel calcolo della TARI 2021 di considerare che nel 2020 le nostre attività hanno lavorato a regime pseudonormale, considerando anche distanziamenti e riduzioni di posti a sedere, solo per 6 mesi e che nei primi 3 di quest’anno abbiamo solo svolto attività da asporto e consegne a domicilio, con conseguente diminuzione di rifiuti. Su 15 mesi abbiamo lavorato normalmente 6 mesi: Le chiederemmo pertanto di scontarci la Tari di almeno 50%, di valutare rate più piccole e non applicare interessi di mora nel caso del perdurare della situazione attuale, che ci vedrà ancora in difficoltà con liquidità di cassa”.

TASSA SULLA PUBBLICITÀ. “La tassa sulla pubblicità l’abbiamo pagata per tutto il 2020, ma le nostre insegne sono rimaste spente per molti mesi e con lockdown e zone rosse nessuno girava per il paese; dunque Le chiederemmo l’esenzione per tutto il 2021”.

PLATEATICO. “Stesso discorso per il plateatico: chiediamo l’esenzione della tassa anche per il 2021 e la possibilità di ampliare sul suolo pubblico senza ulteriori sgravi”.