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Coldiretti Cuneo “Un balzo del 10% per le quotazioni dei maiali nazionali”

Inversione di tendenza dopo le quotazioni ai minimi raggiunte nel 2020

Un balzo del 10% quello registrato dalle quotazioni dei maiali nazionali, a meno di un mese dall’entrata in vigore dell’etichetta d’origine Made in Italy su salami, mortadella e prosciutti, per effetto di un aumento settimanale costante in tutte le sedute delle Commissioni uniche nazionali (CUN).  È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti in riferimento agli effetti dell’obbligo scattato il 31 gennaio 2021 che ha impresso una decisa inversione di tendenza alle quotazioni che erano crollate ai minimi.

“Alla luce di questi risultati – commenta Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – è necessario intensificare i controlli sugli scaffali di negozi e supermercati per garantire l’effettivo rispetto dell’obbligo di indicazione di origine su tutti i prodotti a base di carne di maiale per tutelare l’intera filiera fino ai consumatori. L’etichetta, fortemente voluta da Coldiretti, obbliga ad indicare la provenienza della carne nei salumi e consente di smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana”.

Il Decreto sui salumi prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a Paese di nascita, Paese di allevamento e Paese di macellazione degli animali. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extraeuropei, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: UE e extra UE”. È consentito lo smaltimento delle scorte fino ad esaurimento. Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso Paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del Paese)”. Per scegliere salumi ottenuti da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia basterà cercate la presenza esclusiva della scritta Origine Italia o la dicitura “100% italiano”.

“Una misura importante – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – per consumatori e allevatori che devono peraltro confrontarsi con il forte aumento dei costi delle materie prime per l’alimentazione degli animali che compromette la sostenibilità economica dell’attività. Un traguardo importante per le 800 aziende suinicole cuneesi che allevano quasi 900.000 capi destinati perlopiù alla miglior salumeria nazionale. Oggi è opportuno più che mai costruire con le agroindustrie presenti sul territorio delle filiere per valorizzare i salumi Made in Piemonte”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it