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Coldiretti Cuneo approva il Pass UE per salvare il turismo della Granda

La Provincia di Cuneo rischia di perdere due milioni di turisti se non partisse la stagione estiva. Ora avanti sul certificato vaccinale europeo.

Ogni giorno di ritardo sulle vaccinazioni costa in media all’Italia oltre 350 milioni in mancati consumi con un drammatico effetto a valanga sull’occupazione che si aggiunge alle sofferenze e alle vittime causate dalla pandemia. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti provocati dai ritardi nelle vaccinazioni a causa delle troppe incertezze e dei timori sull’efficacia e sicurezza del vaccino AstraZeneca.

“A fronte di questa situazione è importante l’arrivo, sul tavolo della Commissione, della proposta legislativa di regolamento comunitario per un Digital Green Pass con l’obiettivo di consentire gradualmente agli europei di muoversi in sicurezza all’interno o all’esterno dell’Ue, per lavoro o turismo” commenta Roberto Moncalvo Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo rispetto alla discussione, del Collegio dei Commissari, della proposta di Regolamento sui certificati verdi digitali nell’ambito della lotta al Covid-19. Essendo una proposta di Regolamento di Consiglio e Parlamento europeo, dovrà essere approvata secondo la normale procedura di co-decisione, presumibilmente accelerata per consentirne l’entrata in vigore in tempi rapidi. Il certificato in formato digitale o cartaceo sarà interoperabile e legalmente vincolante per gli Stati membri e ammetterà tutti i vaccini disponibili sul mercato, consentendo ai cittadini europei di tornare a viaggiare quest’estate fornendo la prova di essersi sottoposti alla vaccinazione, oppure di essere risultati negativi a un test o di essere guariti dal Covid-19 ed avere sviluppato gli anticorpi.

Coldiretti sottolinea che il Digital Green Pass vaccinale per i cittadini europei può salvare il turismo straniero in Italia che ha già subito un buco di circa 27 miliardi nelle spese dei viaggiatori dall’estero che sono crollate del 61% nel 2020 rispetto all’anno precedente toccando il minimo da almeno venti anni.

 “In gioco c’è la ripresa del turismo nei nostri territori che erano particolarmente scelti dagli stranieri prima della pandemia – continua Moncalvo – tanto che tanto che fino al 2019 i dati parlavano di quasi 2 milioni di presenze nella Provincia di Cuneo delle quali i turisti stranieri sono circa 800.000, il 40%. È fondamentale far ripartire il turismo al più presto per evitare il rischio di un’estate senza stranieri in vacanza nella nostra Provincia, che rappresenterebbe un ulteriore danno gravissimo per agriturismi, ristoranti, per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione ma anche nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir”.

“Sono più di 4000, tra indotto e filiera, le aziende che in Granda – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – operano nel settore del turismo. La riduzione dei consumi nella ristorazione si è abbattuta su interi comparti dell’agroalimentare, con vino e cibi invenduti dopo un anno di aperture a singhiozzo. Dalla carne, ai salumi, dal vino ai formaggi sono diversi i prodotti alimentari cuneesi di eccellente qualità che trovavano sbocco principalmente nella ristorazione. È fondamentale riuscire a salvare la stagione estiva”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it