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Chiusura scuole in Piemonte? La denuncia di Paolo Manera (FdI): “Autonomi e partite IVA costretti a lasciare il lavoro”

"I bambini non sono pacchetti da spostare a destra e manca, né si possono portare dai nonni, perché la catena dell'unzione peggiorerebbe soltanto", dichiara il presidente di Confartigianato Mondovì

La chiusura delle scuole in Piemonte, paventata nelle scorse ore da Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e circa la quale dovrebbe giungere entro la serata odierna una decisione definitiva, spaventa e non poco le famiglie degli studenti.

La denuncia giunge da Paolo Manera, esponente di Fratelli d’Italia e presidente di Confartigianato Mondovì: Da questa mattina mi continua a squillare il telefono per questa problematica. Artigiani, partite iva e lavoratori autonomi sono seriamente preoccupati per la probabile chiusura scuole, dal momento che diventerebbe quasi impossibile per una famiglia composta da autonomi riuscire a gestire i figli in Dad, soprattutto se si tratta di giovani frequentanti elementari o medie. Nell’organizzazione del lavoro autonomo, infatti, non sono previsti congedi parentali o cassa integrazione in deroga. Si rischia seriamente di portare le aziende al collasso totale”.

“La chiusura, lasciando aperte le attività delle partite iva e degli autonomi, porterà a una problematica sociale inaspettata. Se una famiglia è composta da due persone in regime di partita Iva, non rientrante nel gruppo di codici Ateco che verranno inclusi nella zona rossa, sarà impossibile per quei genitori gestire la vita quotidiana, ha aggiunto Manera.

“Chiediamo di intervenire in qualsiasi modo – ha concluso –. È sbagliato perseverare con l’apertura delle attività per non ristorarle e poi riversare il problema degli studenti sulle famiglie. I bambini non sono pacchetti da spostare a destra e manca, né si possono portare dai nonni, perché la catena dell’unzione peggiorerebbe soltanto, quindi almeno un genitore dovrà rinunciare al proprio lavoro o alla propria attività. Si prenda una decisione prima di arrivare alla zona rossa totale in Piemonte”.